Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria © Getty Images

Il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi commenta i risultati Istat sulla produzione industriale di luglio, senza lasciarsi andare a facili entusiasmi: «Sono positivi, speriamo che si confermino nei prossimi mesi. C’è un clima nuovo, ma parlare di ripresa è un po’ arrischiato», dice da Caselle durante l'assemblea dell'Unione industriale Torino,. Per Squinzi, se si vuole davvero rilanciare il Paese, la strada da seguire è quella delle riforme strutturali: solo così l’Italia può tornare a essere «un paese normale, in cui ci sia la certezza del diritto, in cui i tempi per le autorizzazioni siano ragionevoli, dove ci sia la stabilità politica. Il governo sappia che le imprese e la Confindustria saranno sempre al suo fianco nel processo delle riforme perché il paese ne ha un bisogno formidabile».

In questo senso, il primo passo dovrebbe essere la riforma della pubblica amministrazione, in termini di semplificazione. In materia di investimenti, invece, Squinzi indica come priorità le infrastrutture alle quali bisognerebbe destinare «ogni risorsa possibile e immaginabile, e magari anche qualcosa di più, sfruttando anche la flessibilità con l’Europa. I 17 miliardi che, ancora non è ben chiaro, sembra siano diventati 20, devono essere la priorità assoluta per il Paese, perché abbiamo un deficit infrastrutturale che non tocca solo le strade ma anche i porti, gli aeroporti, la banda larga e via dicendo. Dal punto di vista infrastrutturale serve un salto in avanti».

L’edilizia potrebbe inoltre diventare un vero e proprio motore per il rilancio del pil, soprattutto in campo abitativo, anche se Squinzi sottolinea la contestuale necessità di investire anche sulla ricerca e l’innovazione.