Giorgio Squinzi © Getty Images

Non ci si può accontentare di una crescita intorno all’1% annuo, altrimenti si rischia di tornare ai livelli pre-crisi solo nel 2022; i grandi eventi possono dare l’accelerazione necessaria, ma serve puntare sulle infrastrutture, a cominciare dalla banda larga. Sono solo alcuni dei concetti espressi dal presidente di Confindustria Giorgio Squinzi che, dal palco dell’assemblea di Assocalzaturifici, ha sottolineato l’importanza che i grandi eventi possono avere per il Paese: “Non escludo ci possa essere un'accelerazione del prodotto interno lordo nei prossimi mesi grazie anche al contributo di Expo 2015, al prossimo Giubileo e agli impegni legati alla gara per ospitare le Olimpiadi. La nostra ripresa – ha aggiunto – non è soddisfacente ed è un'occasione da non sprecare: non possiamo accontentarci di una crescita intorno all'1% annuo: abbiamo bisogno di almeno il doppio per recuperare in un tempo ragionevole il terreno perduto: se rimarremo inchiodati ai ritmi di crescita attualmente previsti non torneremo ai livelli pre-crisi prima del 2022, 15 anni dopo”.

INFRASTRUTTURE E BANDA LARGA. Nel corso del suo intervento Squinzi ha sottolineato l’importanza delle infrastrutture per rafforzare la ripresa italiana. “Senza la banda larga come pensiamo di poter reggere il passo dell'industria 4.0 che costituisce la nuova frontiera della competizione industriale? Ci sono 13 miliardi da spendere entro quest'anno di fondi europei e co-finanziamento, a cui si aggiunge la prima tranche della nuova programmazione. Bisogna assolutamente evitare la perdita di queste risorse, tanto più preziose in un quadro di finanza pubblica vincolato dagli obiettivi di pareggio del bilancio e di riduzione del peso del debito pubblico”.

AL FIANCO DEL GOVERNO, MA… Squinzi, che ha evidenziato i punti in comune tra politici e imprenditori (“hanno in comune grande passione e senso civico”), apprezza le riforme del governo Renzi, ma sprona l’esecutivo: “Dobbiamo essere consapevoli che basta poco per ributtarci indietro”, è necessario “portare a termine senza indugi la riforma della pubblica amministrazione”. Confindustria sarà al fianco del governo ogni volta che le misure che adotterà saranno coerenti con la visione di sviluppo, “ma non ci sottrarremo”, ha poi concluso, “dal manifestare il nostro dissenso quando si muoverà in direzione opposta: porto come ultimo esempio di una casistica non facilmente comprensibile la novità sul fronte reverse change dove per rimediare a un errore dell'amministrazione il prossimo Consiglio dei ministri potrebbe supplire con l'aumento degli acconti Ires e Irap”.