Carlo Cottarelli © Getty Images

Finalmente, è tutto nero su bianco: ci sono voluti 12 mesi ma alla fine il governo ha deciso di pubblicare online i 19 rapporti su cui si fondavano le proposte dell’ex commissario per la spending review Carlo Cottarelli. I documenti saranno disponibili al pubblico all’interno del sito del Ministero dell’economia, alla voce “Revisione della spesa”.

Stando agli studi elaborati dai gruppi di lavoro assoldati da Cottarelli, già nel 2014 si sarebbe potuto risparmiare fino a 7 miliardi di euro. Una cifra che sarebbe diventata 18 miliardi nel 2015 e 34 miliardi nel 2016.

POLITICA CRUCIALE. Cinque le voci principali da “sforbiciare”: politica, immobili, statali, imprese, pensioni. Sul primo fronte, ossia la politica, il taglio poteva superare i 600 milioni di euro. Su questo versante alcune indicazioni di Cottarelli sono state applicate dal governo Renzi, ma ci sarebbero altri margini di intervento.

In particolare, con l’accorpamento dei Comuni più piccoli e altre misure come l’eliminazione del Trf per i sindaci, si potrebbe ottenere un risparmio di 250 milioni l’anno.

Inoltre, nel rapporto pubblicato online, si legge: «Restano misteriosi e non accessibili molti dei flussi finanziari che rappresentano forme diverse di finanziamento del sistema della politica nel nostro Paese».

ALTRI TAGLI. In materia di immobili, invece, si proponeva la riduzione della spesa per le locazioni passive, mentre sul fronte degli statali i tagli si potevano applicare attraverso la limitazione di incarichi dirigenziali conferiti a soggetti terzi rispetto alla PA, la revisione della disciplina dei licenziamenti individuali e la riduzione del trattamento economico.

Altro tasto delicato, le pensioni: in particolare, per quanto riguarda la previdenza, il team di Cottarelli ventilava la possibilità, per i titolari di pensioni erogate da enti previdenziali che si trovano a svolgere incarichi di governo o in sedi istituzionali, di riversare allo Stato l’importo della pensione.

Ma è sul capitolo delle imprese che potrebbe concentrarsi l’attenzione del nuovo team assoldato per la spending review: stando al report, si potrebbero riconsiderare i trasferimenti pubblici alle imprese private, il cui valore si aggira su 3,8 miliardi nel 2015 e circa 4 miliardi nel 2016. Una cifra alla quale si potrebbero sommare i fondi pubblici trasferiti alle Ferrovie dello Stato.