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Tenete d'occhio i big data spaziali

Tenete d'occhio i big data spaziali Torna a Space economy Italia
Venerdì, 09 Luglio 2021

Il punto di vista di Massimo Comparini, a.d. di Thales Alenia Space Italia

Massimo Comparini Thales Alenia Space Italia

Italia è impegnata su molti fronti, qual è il progetto più importante?
Da un punto di vista scientifico, direi tutto ciò che stiamo facendo per il ritorno dell’uomo sulla Luna, perché l’esplorazione di altri pianeti sarà un piano di lavoro fondamentale dei prossimi anni, forse anche decenni. Quindi, sono particolarmente importanti tutti i progetti relativi al Gateway, la stazione spaziale lunare, cui contribuiremo costruendo l’International Habitat (I-Hab), il modulo abitativo (europeo) più complesso, e fornendo la struttura primaria di Halo, l’altro modulo abitativo (americano). Siamo, inoltre, coinvolti nella costruzione del tunnel pressurizzato e dotato di finestre, Esprit, che è un modulo di servizio della stazione lunare. I-Hab potrebbe essere l’architettura di riferimento per la costruzione del primo shelter lunare, cioè della prima struttura abitativa posata sulla superficie della Luna. Da un punto di vista industriale, però, non posso non citare lo sviluppo, la realizzazione e la produzione dei primi sei satelliti della costellazione Galileo di seconda generazione, che ci è stato affidato dalla Commissione europea, per la quale Galileo è uno dei Flagship Programme.

A proposito, questo contratto è stato definito epocale. Perché?
Per due ragioni. Perché lo sviluppo di questi satelliti di seconda generazione pone l’Europa all’avanguardia anche nel campo dei sistemi di navigazione e l’Italia guiderà non solo la parte di sistemistica, di architettura e di operations, ma anche il segmento spaziale. Inoltre, consentirà lo sviluppo di tecnologie, relative soprattutto al mondo digitale, che favoriranno l’erogazione di servizi più sofisticati, flessibili e sicuri.

Su che tipo di filiera può contare la sua azienda?
La supply chain di Thales Alenia Space in Italia conta un centinaio di imprese di primo livello, alcune delle quali sono strategiche, perché con noi e con il nostro azionista nazionale Leonardo, hanno sviluppato tecnologie e sono parte di un processo che va avanti da anni, ad esempio nel campo dei moduli pressurizzati, e altre più innovative, anche start up, nel campo dell’A.I. e dei nuovi algoritmi. Ma la filiera include anche gli spinoff universitari e i centri di ricerca, cioè non è limitata alla sola componente puramente industriale.

Com’è stato possibile arrivare a questi risultati in un Paese abituato a improvvisare e senza una politica industriale da decenni?
L’Italia si è sempre caratterizzata per la grande attenzione al settore spaziale e per la continuità di investimenti. Negli ultimi anni, però, con la legge che ha riorganizzato la governance, le attività spaziali sono state messe al centro di un quadro strategico che ha visto l’emergere di una visione sistemica dello Spazio, cioè della capacità non solo di sviluppare un progetto ma anche di analizzarne le ricadute sul tessuto economico, in termini di nuovi servizi, nuove applicazioni e anche le ricadute sui settori adiacenti. Quei principi di politica industriale che magari in altri settori forse sono venuti meno o hanno perso salienza qui, invece, ci sono tutti.

Qual è l’ambito della space economy più rilevante?
In termini di ricadute potenziali, credo che l’osservazione della Terra dallo Spazio sia l’ambito più interessante. In primo luogo, perché ci consente di generare una grande quantità di big data spaziali dai quali ottenere informazioni preziose per temi molto importati, come la sostenibilità, ma utili anche per supportare lo sviluppo delle attività economiche. Oggi per esempio, attraverso i big data spaziali, riusciamo a concepire un’agricoltura più produttiva e più sostenibile, possiamo gestire meglio il territorio e monitorare lo stato delle infrastrutture. I dati raccolti dallo Spazio, però, saranno fondamentali anche per la transizione digitale: qui il tema non è solo la geolocalizzazione sempre più precisa quanto la connettività. Bisogna pensare ai satelliti e alle costellazioni di satelliti come nodi della rete di prossima generazione. Tutto questo è parte integrante della transizione digitale del Paese e della nostra società.

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