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Ormai è da due anni che si parla, in Italia, di una legge sul rientro volontario dei capitali detenuti illecitamente all’estero. Eppure sul testo non si è ancora giunti a un accordo.

Come è noto, infatti, a metà ottobre il disegno di legge è stato approvato dalla Camera ed è attualmente in discussione al Senato. L’ambizione era di vararlo per la fine anno, visto che dal 1 gennaio 2015 entra in vigore la legge sullo scambio automatico di informazioni finanziarie tra i paesi Europei, compresi Lussemburgo e Svizzera. Eppure pare che per varare il ddl bisognerà attendere il 2015.

PUNTI CRITICI. Stando a quanto riportato dal Corriere della Sera , il Senato starebbe infatti apportando delle modifiche al testo che quindi dovrà essere riesaminato dalla Camera. La quale, però, sarebbe già impegnata sulla Legge di Stabilità, che ha la precedenza.

Da qui, la difficoltà ad arrivare a un testo di legge condiviso per la fine di dicembre. Tra i punti critici, spiccano la non punibilità di alcuni reati, l’insanabilità dell’evasione Iva, in quanto tributo comunitario, e la stessa definizione di autoriciclaggio, giudicata inapplicabile o quanto meno ambigua nell’interpretazione.

Il decreto avrebbe permesso un risparmio di 3-4 milioni di euro una tantum, che poi sarebbe diventato strutturale.