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La produzione industriale torna a crescere: a settembre 2015 l’Istat ha registrato un aumento del +0,2% rispetto ad agosto 2015. Un mese, quest’ultimo, che accusava invece un calo del -0,5%. A permettere il cambio di passo è soprattutto il comparto dei beniintermedi, forte di una variazione congiunturale pari allo +0,7%. «Il comparto dei beni intermedi è l'unico, tra i principali raggruppamenti di industrie, a registrare una variazione congiunturale positiva», sottolinea il rapporto Istat. Decrescono infatti l'energia (-1,5%) e i beni di consumo (-1%) mentre i beni strumentali segnano una variazione nulla. Se si considera invece la crescita su base annua, la produzione industriale segna un buon + 1,7% rispetto a settembre 2014: a trainare la crescita tendenziale sono i comprati dei beni strumentali (+5,3%), dell'energia (+2,3%) e dei beni di consumo (+0,1%). In sofferenza invece i beni intermedi, che scendo del -0,1%. P

er quanto riguarda invece i settori di attività economica, a distinguersi rispetto alla rispettiva performance 2014 i sono la fabbricazione di mezzi di trasporto (+23,2%), della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+12,3%) e della fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (+4,8%). Risulta invece in sofferenza l’attività estrattiva (-4,5%), nonché quella delle industrie tessili, dell'abbigliamento e delle pelli e degli accessori (-4,0%). Accusano un calo annuale del -2,5% anche le industrie manifatturiere, di riparazione e di installazione di macchine ed apparecchiature. Per quanto concerne, infine, l’intero primo periodo gennaio-settembre 2015, la produzione segna un +0,9% rispetto allo stesso periodo 2014.

A tal proposito, lo studio Osservatorio Mecspe, realizzato da Senaf in vista della fiera Mecspe (17-19 marzo 2016), sottolinea che a dare forte impulso alla ripresa del manifatturiero italiano saranno le imprese della meccanica e della subfornitura. Nel 47% dei casi di queste aziende, si è infatti registrata una crescita dei fatturati nel corso del primo semestre 2015. Inoltre nel 92,9% dei casi si vanta una liquidità complessivamente soddisfacente . «L’Osservatorio MECSPE conferma i segnali di ripresa registrati dall’Istat», commenta Emilio Bianchi, direttore di Senaf . «Ci troviamo di fronte a un mercato che comincia a correre e lo fa su un export a km 0. Le imprese della meccanica hanno capito alla perfezione che, beneficiare della ripresa economica, vuole anche dire prendere la via dell’internazionalizzazione, possibilmente approfittando dei mercati vicini e più stabili: 7 imprenditori su 10 esportano sul mercato dell’Europa Centro Occidentale e quasi un terzo su quello dell’Europa dell’Est».