Pier Luigi Bersani e Roberto Speranza del Pd

L'incertezza politica frena l'Italia. L'allarme viene lanciato da Confindustria che, in piena tempesta scissione nel Pd, punta il dito contro il governo e non solo per i ritardi dell'Italia. Il Pil italiano dovrebbe continuare a crescere dopo i rialzi decimali degli ultimi due trimestri del 2016, ma non basta. Perché il Belpaese rimane indietro con la sua "ripresina" «ben inferiore a quello dell'Eurozona, frenato dall'incertezza, specie politica».

Soprattutto perché lo scenario mondiale è «scenario mondiale molto favorevole: si è fatta ancor più elevata la dinamica dell'attività produttiva e degli scambi internazionali», sottolinea viale dell'Astronomia. Con tante sfide all'orizzonte in Francia e in Germania, le elezioni 2017 saranno decisive per il futuro dell'euro e forse dell'intero Continente. L'Italia dove sarà? Appesa alla transizione del governo Gentiloni o avrà un nuovo governo con non si sa quale legge elettorale?

«Può concretizzarsi una combinazione che configuri per la moneta unica europea una decisa svolta, in un senso o nell'altro; campagne in corso e risultati si influenzano reciprocamente», sottolinea Confindustria. «L'Italia sfrutta bene il più robusto traino esterno, ma resta fanalino di coda, con una crescita inadeguata a uscire dalla crisi. Industria ed export trainano il pil, la domanda interna risente dell'instabilità politica, quando ogni sforzo andrebbe dedicato al rilancio dell'economia e al sostegno dei posti di lavoro; il credito rimane erogato con il contagocce. I sentieri divaricanti dei tassi Fed e Bce (che non intende cambiare rotta) spingono il dollaro. Mentre quelli sui titoli sovrani iniziano a riflettere tensioni economiche e non».