«Ryanair ha presentato una manifestazione di interesse per Alitalia e sarebbe interessata all'acquisto se i commissari si impegneranno a fare importanti cambiamenti e ristrutturazione all'interno della compagnia, in caso contrario non saremo interessati». Parola di Michael O'Leary, amministratore delegato di Ryanair che smentisce invece l'interesse per «eventuali slot».

RYANAIR VUOLE UN'ALITALIA RISTRUTTURATA

Facile a dirsi, anche perché un'Alitalia sana e agile, in fondo, potrebbe farcela anche da sola. Magari proprio con il "feederaggio" (un'intesa per alimentare il traffico grazie ai voli a medio raggio Ryanair) proposto dalla compagnia irlandese. Tanto che i voli dell'ex compagnia di bandiera potrebbero finire in vendita anche sul sito di Ryanair, disposta a subentrare con 20 aerei anche su altre rotte eventualmente lasciate libere.

Ma quali sono i problemi di Alitalia che la rendono pesante, insostenibile e invendibile in questo stato? Al di là dei sindacati, che hanno mostrato la loro intransigenza dicendo no al referendum, si tratta di limiti strutturali. «Se ristrutturata a dovere, Alitalia può crescere, ma ora la compagnia ha 4-5 mila persone che non sono tecnici, piloti o membri di equipaggio: anzi, non so proprio cosa facciano. Siamo interessati solo se la compagnia può fare utili, se continuerà a perdere nessuno sarà interessato», dice O'Leary.

Che aggiunge: «Non ci serve il lungo raggio, comunque prevediamo di arrivare nei prossimi anni a 200 milioni di passeggeri. Ma Alitalia deve comunque avere molte più rotte da Roma e Milano verso l'Europa, i nostri prezzi sulle rotte domestiche italiane sono troppo convenienti, Alitalia non può guadagnare su quelle. I sindacati? Siamo aperti al dialogo, non sono il diavolo, lo facciamo in continuazione all'estero: ma non vorremmo una situazione in cui poi i sindacati si lamentano col governo e scioperano».

TROPPI DIPENDENTI NON VOLANTI

«Abbiamo un piano che pensiamo che aiuterebbe Alitalia a crescere, ma se dovessimo gestirla non vorremmo interferenze della politica italiana o dei sindacati, noi non lavoriamo in quel modo», conclude il n.1 di Ryanair.

«Alitalia sta seguendo un percorso che durerà ancora alcuni mesi. Abbiamo dato accesso ai gruppi interessati, che sono tanti. Adesso guarderanno i dati e faranno le proposte. C'è fiducia», aveva ribadito il ministro delle Infrastrutture e dei Traporti, Graziano Delrio.