Banca d’Italia © GettyImages

“Il problema dell’Italia? La bassa produttività, un tallone d’Achille per l’economia. È lì che il Paese sta perdendo competitività da 15 anni”. Il giudizio è di Salvatore Rossi, vice direttore generale della Banca d’Italia che, intervenendo da New York all’incontro La competitività delle imprese italiane: internazionalizzazione, innovazione e finanza , evidenzia anche le ragioni strutturali di questa debolezza: “Una troppo piccola dimensione d'impresa incapace di adeguarsi ai cambiamenti della tecnologia”, afferma, secondo quanto riportato dall’agenzia Reuters .
Una visione, quella del rappresentante di Bankitalia, in linea con l’opinione del presidente del Consiglio, Mario Monti che, nell’ultimo incontro con le Parti sociali, ha sottolineato come il “recupero della competitività delle imprese” sia una “sfida” forse ancora “più importante dello spread”.
Ai rappresentanti dei sindacati il governo ha chiesto un impegno a portare, insieme alle imprese, “risultati concreti” in tema di crescita e occupazione. “Così come il governo, bene o male, sta facendo il meglio che può per migliorare la situazione – ha affermato Monti alla vigilia del vertice di Palazzo Chigi – ci aspettiamo, anzi esigiamo a nome del Paese e dei cittadini che imprese e sindacati facciano qualcosa di più con il loro diretto e congiunto impegno”. I temi al centro del confronto per il rilancio della produttività saranno l'organizzazione aziendale (e la maggiore flessibilità) e gli orari di lavoro. L’ostacolo maggiore è stato posto dalla Cgil che, attraverso il segretario Susanna Camusso, ha preso una posizione ben chiara: “La crescita non può dipendere da quello che le Parti sociali possono fare in termini di produttività aziendale. Servono interventi sulla produttività di sistema, politiche industriali ed energetiche da parte del Governo”. Dal canto suo l’esecutivo, attraverso il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, ha affermato: “Ci sono margini per mettere più soldi in tasca alla gente, ma “senza aumenti di produttività, aumenti salariali saranno impossibili”.