© GettyImages

Dai media è già stata ribattezzata la Robin Hood Tax, o più semplicemente Tobin Rax: una lieve tassa, anche dello 0,05%, sulla transazioni valutarie per frenare la crescente speculazione nelle piazze finanziarie e aiutare i più poveri. Ma la proposta, firmata da 1000 economisti appartenenti a 53 Paesi e provenienti dalle più grandi università del mondo (tra cui Harvard, Cambridge, Kyoto e Sorbonne, ma anche diverse italiane come la Bocconi e La Sapienza - vedi allegato) è qualcosa di più di un’idea filantropica. Questa tassa – spiegano gli economisti con una lettera inviata ai leader del G20 e pubblicata dal Guardian – oltre a frenare la crescente speculazione è “necessaria per aumentare le entrate per i beni pubblici globali e nazionali come la sanità, l'istruzione e acqua, e a affrontare la sfida del cambiamento climatico”.
Tra gli ideatori dell’iniziativa figurano Jeffrey Sachs, direttore dell’Earth Institute alla Columbia University di New York e consigliere del segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon; i premi Nobel per l’economia Joseph Stiglitz e Paul Krugman; docenti autorevoli come Dani Rodrik dell´università di Harvard e Ha-Joon Chang della Cambridge University. I protagonisti di questa iniziativa sottolineano come questa tassa venga già applicata a Londra, lo 0,5% (dieci volte più di quanto consigliato) senza che la City subisca un impatto negativo sulla competitività con le altre piazze finanziarie. “La crisi finanziaria ha mostrato i pericoli della deregulation – scrivono gli economisti –si è spezzato il legame tra il settore finanziario e la società. È ora di ricostituire tale legame, è tempo che il settore finanziario restituisca qualcosa indietro alla società. Una tassa sulle transazioni finanziarie sarebbe tecnicamente fattibile e moralmente giusta”.

Robin Hood Tax - i firmatari

La lettera inviata al G20 (in inglese)
Dear G20 Finance Ministers and Bill Gates,
We write to you as the call for a Financial Transaction Tax is now gathering global momentum, and the French government has made it a key priority for their G20 presidency.
This tax is an idea that has come of age. The financial crisis has shown us the dangers of unregulated finance, and the link between the financial sector and society has been broken. It is time to fix this link and for the financial sector to give something back to society.
Even at very low rates of 0.05% or less, this tax could raise hundreds of billions of dollars annually and calm excessive speculation. The UK already levies a tax on share transactions of 0.5%, or ten times this rate, without unduly impacting on the competitiveness of the City of London.
This money is urgently needed to raise revenue for global and domestic public goods such as health, education and water, and to tackle the challenge of climate change.
Given the automation of payments, this tax is technically feasible. It is morally right.
We call on you to implement the FTT as a matter of urgency.
Yours.