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Pagamenti alla scadenza sempre più difficili per le grandi imprese italiane. Nel 2011 solo il 13,1% ha pagato i propri fornitori nei termini, mentre la percentuale di un paese come la Germania ha superato il 60% (62,55%). A livello globale, considerando anche micro, piccole e medie imprese, la percentuale italiana sale al 45,7%, una percentuale in crescita ma che, sottolineano gli ultimi dati sui pagamenti di Cribis D&B, nasconde tempi sempre più dilatati. “Vedo un aumento medio tra 30 e 60 giorni – spiega a Il Sole 24 Ore l'ad di Cribis D&B Marco Preti – e il 90% dei credit manager che abbiamo sondato dichiara di aver ricevuto richieste di allungamento. La situazione resta molto complicata e il problema principale delle imprese è la carenza di liquidità». Secondo i dati Cribis D&B - società del gruppo Crif specializzata nelle informazioni commerciali alle imprese - a rispettare maggiormente le scadenze sarebbero le micro imprese (il 48,30% contro il 77,15% della Germania); si tratterebbe di un “problema di rapporti di forza – afferma Preti – i piccoli pagano perché costretti, in quanto dotati di limitata forza contrattuale”.
A livello settoriale, i risultati peggiori arrivano dalla grande distribuzione: supermercati e ipermercati italiani rispettano la scadenza solo nel 22% dei casi; è il dato peggiore di tutta Europa.
Il dato positivo arriva invece dall’Emilia Romagna. Qui, nel primo trimestre 2012, il 54,7% delle imprese ha saldato i conti alla scadenza pattuita (contro il 46,6% nazionale), con un miglioramento rispetto ai 12 mesi precedenti di oltre il 5%. In testa alla classifica dei più affidabili ci sono la provincia di Forlì-Cesena (58,6% di imprese puntuali), seguita da Reggio Emilia (57,5%), Rimini (55,8%) e Modena.