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Industria 4.0: intervista a Elio Catania, presidente di Confindustria Digitale

Industria 4.0: intervista a Elio Catania, presidente di Confindustria Digitale Torna a Rischi e incognite dell'Industria 4.0
Venerdì, 16 Settembre 2016


Una via italiana all’Industria 4.0. È quella indicata da Elio Catania, presidente di Confindustria Digitale, che invita tutti gli operatori economici italiani e le istituzioni ad accelerare il passo e ad affrontare per tempo le sfide che si aprono nei Paesi avanzati, con l’avvento di nuove tecnologie.

La Penisola, su questo fronte, è ancora indietro?
Abbiamo accumulato un ritardo per lungo tempo, ma oggi si vedono diversi segnali di un’inversione di tendenza. C’è ancora molto lavoro da fare, ma è finalmente tornato positivo il trend degli investimenti in certe tecnologie come il cloud computing, i big data e l’Internet of Things.

Per fare investimenti, occorrono soldi e il sistema Italia ha due ostacoli: la mancanza di risorse pubbliche e una dimensione troppo ridotta delle aziende che impedisce loro di affrontare certe spese in tecnologia. Non è vero?
Per quanto riguarda le risorse pubbliche, io non credo sia difficile trovarle. L’importante è indirizzare nel verso giusto certi investimenti che già oggi avvengono nell’ambito delle politiche economiche del nostro Paese. Per quel che riguarda le aziende private, invece, io parlo da tempo di una via italiana proprio per tenere conto delle peculiarità del nostro sistema produttivo.

In che senso?
La Germania, come è ben noto, si caratterizza per una forte presenza di colossi industriali che noi non abbiamo. In Italia, vista l’incidenza delle piccole e medie imprese, la via più giusta è quella di creare degli accordi di filiera per lo sviluppo dell’Industria 4.0, capaci di coinvolgere diversi attori economici presenti su un determinato territorio e in determinati settori, dalle aziende al mondo universitario, a cominciare dai nostri validissimi politecnici. In questo contesto, ovviamente anche Confindustria è pronta a fare la sua parte nel sostegno ai progetti messi in campo.

L’unione fa la forza, insomma. Come giudica invece l’operato del governo Renzi su questi temi?
Abbiamo apprezzato molto l’impegno del ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, che presta parecchia attenzione a questi temi. Stesso discorso per le energie che il governo Renzi ha speso per dare finalmente un’accelerata allo sviluppo della banda larga, un passo fondamentale per l’innovazione nel Paese. Ma ripeto: c’è molto lavoro da fare. Ce ne rendiamo conto quando leggiamo che l’Italia è al 25esimo posto in Europa per investimenti nel digitale. Con l’economia che abbiamo, dovremmo essere ai primi posti.

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