Paraisópolis-Tuca Vieira

Nella favela di Paraisópolis l'estrema povertà si confronta quotidianamente con il lusso più sfrenato © Tuca Vieira

Dal 2009, anno di “esplosione” della crisi economica globale, il numero di miliardari nel mondo è più che raddoppiato. Un trend in costante crescia: in base all’ultimo rapporto diffuso da Oxfam – network internazionale di 17 organizzazioni impegnato nella lotta contro la povertà e l’ingiustizia – tra il 2013 e il 2014, le 85 persone più ricche al mondo, che già lo scorso gennaio avevano la stessa ricchezza della metà della popolazione più povera al mondo, hanno collettivamente aumentato la loro fortuna di 668 milioni di dollari al giorno. Ovvero, quasi 500 mila dollari ogni minuto.

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RICCHEZZA E POVERTA’ IN ITALIA. Anche in Italia, secondo l’Ocse , da metà degli anni ‘80 fino al 2008, la disuguaglianza economica è cresciuta del 33% (la media è del 12%). Al punto che oggi l’1% delle persone più ricche detiene più di quanto posseduto dal 60% della popolazione (36,6 milioni di persone). Dal 2008 a oggi, inoltre, gli italiani che versano in povertà assoluta sono quasi raddoppiati fino ad arrivare a oltre 6 milioni, rappresentando quasi il 10% dell’intera popolazione.

CRESCITA ECONOMICA, NON PER TUTTI. Il rapporto di Oxfam Partire a pari merito : eliminare la disuguaglianza estrema per eliminare la povertà estrema evidenzia come, a causa della crescita della disparità di reddito in molti paesi del mondo, i benefici della crescita economica non raggiungano grandi fasce di popolazione, ma si fermino a una elite che dispone di più ricchezza di quanta possa materialmente consumarne nell’arco di generazioni. “L’estrema disuguaglianza economica oggi non è uno stimolo alla crescita, ma un ostacolo al benessere dei più”, afferma Winnie Byanyima, direttore esecutivo di Oxfam International. “Finché i governi del mondo non agiranno per contrastarla – aggiunge –, la spirale della disuguaglianza continuerà a crescere, con effetti corrosivi sulle istituzioni democratiche, sulle pari opportunità e sulla stabilità globale”.