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Il premier Matteo Renzi annuncia la volontà di ridurrela tassazione sui profitti delle imprese. Nel suo intervento all’undicesima Conferenza degli ambasciatori in Italia, il presidente del Consiglio ha detto che «la combinazione di Ires e Irap porta l’imposizione fiscale sulle imprese in Italia al 31,4%». Ebbene, da qui a due anni, la percentuale dovrà diventare la più bassa d’Europa: «La Germania è al 30%, la Francia più o meno là. La Spagna è al 25% e noi vogliamo arrivare almeno al 24%, un punto meno di Madrid», conferma Renzi.

Per raggiungere l’obiettivo, il governo mira a ridurre l’aliquotaIres, abbassandola dall’attuale 27,5% al 21%-22%, e abbattere di un punto o un punto e mezzo l’Irap, oggi a quota 3,9%. «Insieme ai 10 miliardi del bonus di 80 euro alle fasce più deboli della popolazione e all’abbattimento dell’Irap per 5 miliardi nel 2015, nell’arco di cinque anni l’Italia otterrà una riduzione della pressione fiscale di 50 miliardi di euro», sottolinea Renzi.

Resta, però, l’incognita di come il governo potrà finanziare questo imponente piano di sgravi fiscali. Stando a quanto emerso, i soldi arriveranno da una profonda revisione della spesa pubblica. E, contestualmente, da un’auspicata maggiore flessibilità nella politica di bilancio da parte della Ue. «L’Europa deve essere diversa da quella costruita in questi anni», incalza Renzi. «Abbiamo politiche sbagliate: noi stiamo rispettando tutti i vincoli, stiamo facendo un lavoro straordinario, ma questo non significa che il modello proposto vada bene. Una politica di sola austerità non può salvare il continente».