Lo sceicco del Qatar Tamim bin Hamad Al-Thani

Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi e Bahrein dichiarano guerra diplomatica al Qatar, accusando il Paese di supportare i terroristi. In pieni lavori per il Mondiale di calcio 2022, i quattro Paesi del Golfo tagliano le gambe all'emirato ritirando il personale delle ambasciate e tagliando il traffico aereo e marittimo verso il Paese (Etihad ed Emirates hanno subito obbedito). Già nel 2014, l'Arabia Saudita - Paese non certo limpido nei finanziamenti a gruppi estremisti - aveva accusato il Qatar di sostenere Al Qaeda e i Fratelli musulmani, nonché di mantenere buoni rapporti con l'Iran.

QATAR TERRORISTA: SCHIZZA IL PETROLIO

Il primo effetto del provvedimento è stata l'impennata dei prezzi del petrolio (+1%), anche se il Qatar è soprattutto un produttore di gas minerale. Crolla invece la Borsa del Paese a -5,7% in apertura. Mentre gli Stati Uniti restano a guardare, e anzi chiedono ai Paesi del Golfo di unirsi nella lotta al terrorismo, Doha nega tutte le accuse denunciando «un obiettivo chiaro: mettere lo Stato del Qatar sotto tutela, il che è una violazione della sua sovranità ed è totalmente inaccettabile».

Si tratta di una nuova minaccia per l'economia italiana. Dopo le sanzioni alla Russia, un altro Stato dove l'export tricolore vola finisce nel mirino della politica internazionale. Dopo una leggera flessione tra il 2009 e il 2011, dal 2012 le esportazioni italiane sono tornare a correre nel Paese. Lusso, moda, alimentari sono sinonimi di qualità a Doha, ma gli investimenti più importanti riguardano proprio il settore energetico e le infrastrutture.

La famiglia Al-Thani ha fatto grossi investimenti in Italia, in particolare negli alberghi tra Milano, Oblia, Firenze e Porto Cervo (ma non mancano investimenti banche e moda), e Qatar Airways era considerata una delle opzioni più concrete per la vendita di Alitalia.