Pubblica amministrazione chiude i cordoni della borsa e punta al risparmio

Non sono solo le famiglie italiane a dover fare i conti con la crisi e a “tirare la cinghia”. Anche la pubblica amministrazione sta cercando di risparmiare. In che modo? Stando al Rapporto 2018 del Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato e dell’Istat, il modo migliore per tagliare le spese consiste nell’affidarsi alla Conisp, la società del ministero dell’Economia chiamata a razionalizzare gli acquisti delle pubbliche amministrazioni, che seleziona i fornitori attraverso gare ad hoc: nel 2017, infatti, gli enti che hanno scelto di affidarsi alla centrale unica degli acquisti  hanno risparmiato rispetto a quelli che hanno deciso di fare da soli. Nel dettaglio, il prezzo del consumo di energia elettrica è stato inferiore del 24%. Anche la bolletta del gas è stata vantaggiosa per chi ha acquistato tramite la convenzione stipulata da Consip con i fornitori (-5,6%). Per quanto riguarda l’informatica, uno dei settori più dispendiosi per la pubblica amministrazione, chi si è affidato alla centrale acquisti ha risparmiato oltre il 39% per i tablet, fino al 24% per i portatili e il 57% per le stampanti. Inoltre, le convenzioni hanno permesso di ridurre di quasi un terzo (-30,3%) il costo al minuto delle chiamate tramite cellulare.

Per gli acquisti minori, la pubblica amministrazione può servirsi del Mepa, una sorta di mercato virtuale. Anche in questo caso, la scelta è conveniente: per esempio per la carta, con l’approccio diretto, che non passa da una negoziazione, si può pagare anche l’8 o il 9% in più. Per la carta riciclata il sovrapprezzo raggiunge l’11%. Esiste, infine, un altro mercato digitale, il Sistema dinamico delle acquisizioni, funzionale agli acquisti correnti, dove le riduzioni di prezzo vanno dal 2-3% per la pasta e il riso a quasi il 20% per dolci e marmellate.