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Emma Marcegaglia

Garantire un sostegno alla liquidità delle imprese per agganciare una ripresa che si dimostra ancora debole. È stata firmata la proroga all'accordo che rinnova fino al prossimo 31 luglio l'avviso comune per la moratoria dei debiti sottoscritto nel 2009 da Abi, Confindustria, Rete Imprese Italia, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi, Confartigianato, Confedilizia, Confetra e Legacoop. Da oggi le imprese hanno sei mesi di tempo in più per presentare alle banche la richiesta di sospensione dei propri debiti. Una moratoria di “importanza fondamentale” afferma il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia che favorisce “non le imprese decotte bensì quelle in difficoltà ma capaci. Alla moratoria finora hanno aderito finora 190 mila imprese”.
Ma l'intervento “ideato dal governo”, come ha voluto rimarcare il ministro dell'economia, Giulio Tremonti, non offrirà solo strumenti di pronto-soccorso; l'accordo infatti rende possibile anche l'erogazione di appositi finanziamenti per quelle imprese che, agganciata la ripresa, vogliano avviare processi di rafforzamento patrimoniale.

Moratoria alle imprese, i punti dell’accordo
Oltre alla proroga, viene previsto l'allungamento della durata, fino a un massimo di tre anni, del piano di ammortamento dei mutui per le imprese che hanno aderito alla prima fase dell'avviso comune. Nel terzo punto dell’accordo si spiega che per proteggersi da andamenti non favorevoli dei tassi, su richiesta delle Pmi, le banche mettono a disposizione strumenti di gestione del rischio di tassi particolarmente semplici, di immediata comprensione e strettamente correlati ai finanziamenti. Due le tipologie degli strumenti: la prima converte il tasso dal variabile al fisso; la seconda fissa un tetto al possibile incremento del tasso variabile. Infine, le banche si impegnano a concedere finanziamenti alle imprese che avviino un processo di rafforzamento patrimoniale. “L'ammontare del finanziamento è proporzionale all'aumento di capitale versato dai soci”. È inoltre previsto l'intervento della Cassa depositi e prestiti: la Cdp può mettere in campo risorse per intervenire con “opportuni strumenti a disposizione delle banche per attenuare i costi di provvista connessi alla copertura delle operazioni di allungamento”. I firmatari dell'accordo si impegnano infine in un meccanismo di monitoraggio i cui risultati saranno resi disponibili periodicamente dal ministero del Tesoro.