Incontro parti sociali-governo © laboratorio fotografico Palazzo Chigi

Il vertice di Palazzo Chigi. Sulla sinistra i leader delle parti sociali, a destra i rappresentanti del governo

L’accordo sula produttività c’è, anche senza la Cgil. Non è servito il vertice di Palazzo Chigi tra governo e parti sociali per convincere il sindacato del segretario, Susanna Camusso, a firmare l’intesa già raggiunta tra Cisl, Uil e Ugl con Abi, Ania, Confindustria, Lega Cooperative, Rete imprese Italia. Il segretario Cgil, che non ha partecipato alla conferenza stampa conclusiva, ha confermato le sue perplessità sul documento a partire per il rischio che comporta “di riduzione dei salari reali dei lavoratori”.
Dal governo, che ha definito l’accordo come “un passo importante per il rilancio dell’economia, la tutela dei diritti dei lavoratori e il benessere sociale”, c’è comunque la speranza che la Cgil possa sottoscrivere l’accordo nelle prossime settimane. “L'intesa – ha confermato il premier Mario Monti – rende più attraente il Paese per gli investimenti. Auspico vivamente la firma da parte della Cgil ma non dal punto di vista della validità dell'accordo. Stasera assistiamo alla nascita di un prodotto condiviso, completo e autosufficiente”. I PUNTI DELL'ACCORDO
Sulla base dell’intesa raggiunta, “il governo – si annuncia in una nota di Palazzo Chigi – ritiene che sussistano le condizioni per confermare l’impegno di risorse destinato alla riduzione del cuneo fiscale del salario di produttività e per procedere, nell’ambito della legislazione vigente e delle risorse disponibili, alla conseguente implementazione degli atti normativi necessari a definire i criteri di operatività dei meccanismi di defiscalizzazione necessari a sostenere, in una logica di incentivazione della contrattazione di secondo livello, i salari e la produttività”. Per il periodo 2013/2014 già pronti 2,1 miliardi di euro.