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Riconoscere il contributo fondamentale delle imprese alla crescita dell'occupazione e allo sviluppo economico; sostenerne l'avvio in particolare da parte dei giovani e delle donne; valorizzarne il potenziale di crescita, di produttività e di innovazione e favorirne la competitività internazionale. Sono i punti cardine dello Statuto delle imprese, il provvedimento di iniziativa parlamentare approvato martedì 15 alla Camera e che ora passa all’esame del Senato. Il testo approvato a Montecitorio mira a stabilire i diritti fondamentali delle imprese definendone lo statuto giuridico, con particolare riferimento alle micro, piccole e medie imprese, rispetto alle quali si intendono recepire le indicazioni contenute nello 'Small Business Act' adottato a livello comunitario.

I vantaggi per l’impresa
La proposta di legge prevede misure per la riduzione e trasparenza degli adempimenti amministrativi a carico di cittadini e imprese. Varie le norme per la semplificazione dei procedimenti per l'attività di impresa: in nessun caso può gravare sulle imprese un'inadempienza addebitabile alla pubblica amministrazione; la pubblica amministrazione, non potrà chiedere alle imprese documentazioni di cui già dispone. Viene quindi resa più trasparente l'informazione relativa agli appalti pubblici d'importo inferiore alle soglie stabilite dall'Ue e ai bandi per l'accesso agli incentivi da parte delle Pmi nonché a facilitare la partecipazione delle micro, piccole e medie imprese alle gare d'appalto e a favorire l'accesso delle medesime imprese nell'aggiudicazione degli appalti.

Mister Pmi
Nasce poi la Commissione parlamentare per le Pmi, con il compito di valutare l'attuazione degli accordi internazionali e della legislazione in materia di micro, piccole e medie imprese e di formulare osservazioni e proposte sull'eventuale necessità di adeguamento della legislazione; arriva, infine, il Garante per le micro, piccole e medie imprese (già individuato nella figura di Giuseppe Tripoli).

“L'approvazione all'unanimità dello Statuto delle imprese alla Camera è una vittoria delle imprese, in particolare delle micro, delle piccole e delle medie” afferma Raffaello Vignali, autore della proposta di legge sullo Statuto delle imprese. “Il Parlamento crea migliori condizioni per chi fa impresa, che - come ci dice l'Europa - è la condizione necessaria per la crescita. È un pezzo della frustata all'economia e alla rivoluzione liberale e sussidiaria di Berlusconi, che è la prima richiesta degli imprenditori: non sussidi, ma più libertà; meno burocrazia e più lavoro”.