© kiki66/Flickr

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La pressione fiscale in Italia nel 2013 ha raggiunto il record mondiale con il 53,2% al netto del sommerso (17,3%), in crescita anche la pressione apparente (pari a 44,1% Pil). È l’allarme di Confcommercio: la percentuale italiana è la più alta di tutto il mondo, a rischio la crescita del Paese. L’associazione, insieme a Confindustria e Fmi ridimensiona le proiezioni del Pil per il 2014: dal 0,5% previsto due mesi fa al 0,3%. I consumi, invece grazie al bonus di 80 euro, incrementano del 0,2% rispetto alla previsione rivista.
Lo studio attesta una flessione del Pil del 7%, a causa dell’aumento della pressione fiscale del 5% registrata nel periodo tra il 2000 e il 2013, mentre in Germania, nello stesso periodo, la morsa del fisco ha allentato la presa del 6% e il prodotto interno lord è cresciuto del 15%. Nel confronto tra i due Paesi, poi, tra il 2008 e il 2013, il Pil reale procapite dell’Italia è crollato all’11,6% (meno peggiore di quello greco attestato al -23,2%), al contrario quello tedesco è impennato del 4,4%, rispetto a quello francese sceso a 2,3%.
Infine, riguardo al 2015, le stime previste da Confcommercio si aggirano attorno al +0,9% per il prodotto interno lordo, mentre i consumi si attesteranno allo 0,7%.