Pmi: pressione fiscale in aumento. Reggio Calabria la più tartassata

Cattive notizie per il sistema produttivo italiano. Se non interverranno variazioni, infatti, quest’anno la pressione fiscale media sulle piccole medie imprese (Pmi) tornerà a salire. A dirlo “Comune che vai, fisco che trovi”, il Rapporto 2018 dell’Osservatorio CNA sulla tassazione delle piccole imprese in Italia, che esamina il peso del fisco sul reddito delle Pmi in 137 comuni del nostro Paese, tra cui tutti i capoluoghi di provincia. Secondo l’analisi, è molto probabile che nei prossimi mesi arriverà una “stangata” per le aziende, sebbene non si raggiungerà il picco del 2012. Le previsioni parlano di un aumento al 61,4%, dopo quello dello 0,3% del 2017, quando si è raggiunta la percentuale del 61,2%. Per quale ragione? Tutta colpa dell’incremento programmato della contribuzione previdenziale dell’imprenditore. Destinato a crescere anche il divario tra la pressione fiscale che grava sulle piccole imprese e quella media nazionale: nel 2017 il gap era pari già a 18,8 punti percentuali, ora dovrebbe schizzare ulteriormente.

La classifica della pressione fiscale in Italia

Non ovunque, però, il futuro appare così nero. Le previsioni peggiori riguardano Reggio Calabria: nel capoluogo calabrese, infatti, il Ttr (ossia l’ammontare di tutte le imposte e di tutti i contributi sociali obbligatori che gravano sulle imprese espresso in percentuale sui redditi) a carico delle piccole imprese è del 73,4%, lo 0,2% in più rispetto all’anno scorso. Seguono Bologna (72,2%), Roma e Firenze (69,5%), Catania (69%), Bari (68,5%), Napoli (68,2%), Cremona e Salerno (67,3%), Foggia (66,8%). All’estremo opposto, a giovare della pressione fiscale minore sono le piccole imprese di Gorizia, dove il Ttr incide soltanto per il 53,8%. Bene anche Udine (54,5%), Imola (54,9%), Cuneo, Trento e Belluno (55%), Sondrio (55,3%), Carbonia (55,8%), Arezzo (56,1%) e Mantova (56,2%).
Ecco perché la liberazione fiscale è già scattata per Gorizia, Udine e Imola, e inizierà a brevissimo per Cuneo, Trento, Belluno, Sondrio, Carbonia, Arezzo e Mantova. Reggio Calabria dovrà attendere, invece, il 24 settembre, Bologna il 20 settembre, Roma e Firenze il 10 settembre, Catania l’8 settembre, Bari il 6 settembre, Napoli il 5 settembre, Cremona il 2 settembre, Salerno l’1 settembre, Foggia il 31 agosto.