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Diversificare è l'unica soluzione possibile

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Venerdì, 22 Aprile 2022

Come uscire dalla crisi secondo Carlo Stagnaro, direttore ricerche e studi dell’Istituto Bruno Leoni

Carlo Stagnaro-Istituto Bruno Leoni

Diversificazione, tornare a puntare sulla produzione domestica, migliorare l’efficienza energetica: sono i passi da compiere per non dover più fronteggiare crisi del caro bolletta come quella di questi mesi.

Dott. Stagnaro, l’argomento è complesso e articolato, ma come si possono apportare cambiamenti strutturali che sul lungo periodo possano garantirci meno scossoni ai prezzi dell’energia?
In estrema sintesi la soluzione è nota da tempo e si chiama diversificazione. Tante fonti diverse di energia e tanti fornitori per quanto riguarda quelle fossili.

L’Italia come si colloca su questo aspetto?
Siamo relativamente più diversificati, rispetto ad altri Stati come quelli dell’Europa dell’Est e la Germania.

Se la diversificazione è davvero la soluzione, perché in Europa si fa tanta fatica a imboccare questa strada?
Ci sono due categorie di spiegazioni. Noi europei abbiamo scelto di adottare politiche che hanno scoraggiato la diversificazione. La produzione domestica sul nostro territorio si è più che dimezzata e poi ci sono ostacoli alla moltiplicazione delle vie di approvvigionamento, come quello successo per la Tap.

Intanto, però, siamo qui che pendiamo dalle decisioni della Russia… come se ne esce?
Posto che la Russia con noi si è sempre comportata in modo sostanzialmente corretto, anche se spregiudicato, si possono fare due cose. La prima è facile e poco costosa, e consiste nel raddoppiare la capacità di trasporto Tap, facendola passare da 10 miliardi per metrocubo all’anno a 20 miliardi per metrocubo all’anno. E poi ovviamente investire sulle rinnovabili, che ci renderanno meno dipendenti sul lungo termine.

E il nucleare?
Pensare al nucleare in Italia è impossibile, ma con il Pnrr si potrebbe attuare un potenziamento delle reti che ci porti a poter acquistare ancora più energia da quei Paesi che il nucleare lo utilizzano. In Europa è un pilastro per la diversificazione delle fonti e aiuta a ridurre le emissioni. Va poi ricordata una cosa molto importante.

Cosa?
L’efficientamento energetico. È giusto aiutare chi ne ha bisogno. Ma le aziende si devono impegnare nel ridurre la propria domanda di energia. Avere bisogno di importare meno perché si produce di più e si consuma meno è uno dei passaggi chiave per non avere più brutte sorprese in futuro.

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