Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti © Getty Images

C’è chi sostiene che il “tesoretto” del Def sia una bufala elettorale. Altri, invece, che sia qualcosa di ben più consistente degli 1,6 miliardi di euro indicati. Quel che è certo è che le modalità del suo impiego sono ancora molto dibattute.

L’ultima proposta arriva dal ministro del Lavoro Giuliano Poletti che, intervistato da SkyTg24, indica come ipotesi più «probabile» l’utilizzo di questi fondi a favore delle fasce deboli della società: i poveri e gli indigenti.

«Credo che il nostro Paese abbia bisogno di questo tipo di intervento, ma ne discuteremo. L’orientamento è che il nostro Paese ha bisogno di un’azione sull’area sociale debole, poi gli strumenti sono diversi», dichiara Poletti. E a chi giudica il bonus una mera trovata elettorale, replica: «Non è uno spot per le Regionali, non sarà riferito a situazioni identificabili alle elezioni, non c’è alcun fondamento di tale ipotesi».

LE REAZIONI. Sull’onda dell’’intervento di Poletti, sono fioccate le reazioni e le proposte sull’utilizzo del tesoretto. Per esempio, il viceministro delle Infrastutture e dei Trasporti Riccardo Nencini, scrive su Facebook: «Ci sono pensionati che non arrivano a fine mese. Troppi. Il tesoretto va speso per loro. Una boccata d’aria in attesa di provvedimenti più incisivi».

Ma c’è anche chi propone di destinare tutto alla polizia, come Giovanni Toti: «Investiamolo tutto sulla sicurezza dei cittadini. Sono stato in centro a Genova dove c’è un suk fuori controllo. E rimettiamo in modo massiccio i militari sulle strade”.

E ancora: Matteo Salvini della Lega Nord ipotizza di usare il tesoretto per togliere l’Imu sui terreni agricoli, mentre Rocco Buttiglione di Area Popolare sostiene che «i poveri non hanno bisogno di sussidi, ma di posti di lavoro. Se vi è un avanzo inaspettato, usiamolo per incentivare l’occupazione e il lavoro».