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Iva al 21%, contributo di solidarietà per i più ricchi e anticipo della stretta sui requisiti per le pensioni delle donne del privato. Alla vigilia del voto decisivo in Senato la manovra esce nuovamente modificata dal Consiglio dei ministri che, dopo un inizio settimana nero sui mercati, recepisce l’invito di Napolitano a studiare misure più efficaci e credibili; torna sui suoi passi e inserisce emendamenti forse poco popolari, ma più efficaci. Misure che verranno inserite in una manovra ‘blindata’ sulla quale il governo porrà la questione di fiducia nella speranza di licenziare brevemente il nuovo pacchetto di provvedimenti (così come richiesto dall’Unione europea e da Confindustria).
Cosa cambia nella nuova manovra . ‘Vecchi’ emendamenti a parte, l’intervento più importante è quello che riguarda l’imposta sul valore aggiunto (Iva): dall’attuale aliquota al 20% si passerà al 21%, una misura che assicura introiti a breve termine per lo Stato, che andrà a migliorare i saldi della manovra, ma che non potrà essere più spesa per la riforma fiscale. L’intervento graverà su diversi beni, non solo quelli di lusso (come inizialmente preventivato). Un’altra tassa graverà, invece, solo sullo 0,075% dei 41,5 milioni di contribuenti italiani: la manovra prevede un contributo di solidarietà del 3% per tutti coloro che hanno un reddito superiore a 300 mila euro l'anno (circa 34 mila contribuenti). Riguarderà tutti, anche i lavoratori pubblici già sottoposti al taglio dello stipendio (5% oltre i 90.000 euro e 10% oltre i 150.000), e peserà sul reddito complessivo: da lavoro dipendente e autonomo o di impresa, da capitale e anche da reddito fondiario, fatta eccezione per la prima casa. Infine una misura sulle pensioni: si anticipa al 2014 (era il 2016) l'innalzamento a 65 anni dell'età pensionabile delle donne nel settore privato.
Contenti e scontenti della nuova manovra . Il pacchetto di provvedimenti blindato dal governo soddisfa l’Unione europea, il Fondo monetario internazionale (Christine Lagarde ha espresso parole di apprezzamento per l’operato dell’Italia in chiave di risanamento dei conti pubblici e delle riforme strutturali) e Confindustria che chiedono ora celerità nell’approvazione del pacchetto di riforme. Dall’altra parte la nuova manovra scontenta le opposizioni e i sindacati (come Cisl, Cgil e Uil), nuovamente riuniti dopo le divisioni sullo sciopero di martedì 6 settembre.