Cambia il volto del franchising italiano. A redigere il nuovo identikit è Confimprese, l’associazione delle imprese del commercio a rete, che ha passato al setaccio il tessuto imprenditoriale nazionale dal 2008 al 2014. Il risultato è che sempre più imprenditori sono adulti: se nel 2008 la fascia 36-45 anni era pari al 50,7% del totale, nel 2014 la quota sale al 55%. Crescono anche le donne: il 33,3% delle reti dichiara di avere in prevalenza affiliati donne, contro il precedente 27,2%. Raddoppiati, inoltre, i franchisor con imprenditori stranieri tra i loro affiliati: adesso rappresentano il 36%, la maggior parte sono cinesi o nordafricani.

DA DISOCCUPATI A IMPRENDITORI. Dal punto di vista della preparazione scolastica, si registra un incremento dei franchisor con maggioranza di affiliati laureati, pari al 25,5%: nel 2008 il 40% aveva affiliati prevalentemente diplomati. Per effetto della recessione, raddoppia però la presenza di ex disoccupati, che si giocano l’ultima “carta” per riscattarsi economicamente. Nel 2008, invece, la provenienza delle reti era soprattutto dal mondo imprenditoriale e dipendente. Per quanto concerne invece la capacità di investimento del franchising, i franchisor con affiliati dalla dotazione compresa tra i 20 mila e i 70 mila euro sono sostanzialmente stabili: rappresentano il 34,8% contro il precedente 36,3%. In picchiata, invece, i gruppi i cui investitori vantano una disponibilità tra i 70 mila e i 150 mila euro: appena il 19%, contro il precedente 27,2% del 2008. Al contempo crescono i gruppi a disponibilità ridotta (fino a 20 mila euro), che toccano quota 37,8%(contro il precedente 28,7%. Resta immutata la percentuale, pari al 7,5%, di coloro con liquidità superiore ai 150 mila euro.