La fiducia dei dirigenti verso business ed economia italiani è cresciuta del 1,2%, arrivando a quota 56,3, complice la svalutazione dell’euro e le relative previsioni di vendita migliorate. Tuttavia il livello italiano è al di sotto di quello dell’Unione Europea (61,2) e di quello della periferia dell’eurozona (60,5). È il trend generale che emerge dal focus sull’Italia dell’ultimo Global Pulse Confidence Index, indagine trimestrale di Ypo dedicata alla fiducia dei Ceo nel business e nell’economia.

SITUAZIONE ITALIANA. La ricerca, condotta a inizio gennaio, su un campione di 2.790 a.d. nel mondo (396 europei), ha riportato segnali positivi per l’Italia per quanto riguarda l’indice di fiducia nelle vendite: Il 61% dei nostri amministratori delegati stima per il 2015 una crescita del proprio fatturato del 10%. Un netto miglioramento rispetto al sondaggio di ottobre, quando solo meno della metà degli intervistati (43%) lo riteneva possibile.
Per il mercato del lavoro, invece, è stato rivelato un clima generale di riluttanza per l’assunzione di nuove risorse: il 71% dei dirigenti italiani intervistati manterrà invariato il numero di dipendenti senza licenziamenti né assunzioni.

IN EUROPA. Nell’Unione Europea, complici i prezzi bassi del petrolio e l’euro debole, c’è stata una crescita dell’indice di fiducia che, con un +1,2, arriva a quota 61,2 nel quarto trimestre 2014, recuperando parte del terreno perso nel trimestre precedente. Tuttavia, nonostante il lieve miglioramento, il livello di fiducia Ue è inferiore al suo massimo registrato a luglio 2014 (62,3) e al di sotto della media globale (62,5).

NEL MONDO. Nel resto del mondo, in generale, aumenta la fiducia nelle economie importatrici di petrolio, in gran parte compensata dalla diminuzione di quella nei Paesi esportatori, che fa registrare una flessione dell’indice che perde il 0,7 rispetto al livello di ottobre 2014 (62,5).
L’indice di fiducia è in calo in Canada (-7), ora a quota 59, il livello più basso raggiunto da luglio 2013. In salita invece negli Stati Uniti (+0,8) dove si attesta a quota 65 il valore più alto registrato tra le nove regioni monitorate dallo studio. Giù l’Asia (-3,3 punti) che scivola a quota 62,2.
Il più basso livello di fiducia del mondo è stato registrato nell’area dei Paesi non-Ue del Vecchio Continente (54,3), aggravato dal valore raggiunto in Russia, dove l’indice è precipitato in area 30.