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Più controllo sulla disciplina di bilancio dei Paesi, sugli squilibri macroeconomici e, al tempo stesso, un maggior controllo sul rispetto dei vincoli e una maggiore automaticità di sanzioni finanziarie per quei Paesi che non si adeguano ai parametri di Bruxelles sia su deficit che sul debito. Sono le linee guida della nuova governance Ue, un pacchetto di sei provvedimenti (già rinominato ‘six pack’) adottati mercoledì 28 settembre che, se approvati dal prossimo Ecofin del 4 ottobre, entreranno in vigore tra fine anno e marzo 2011.
IN COSA CONSISTE IL SIX PACK . Le nuove misure rivoluzionano il sistema di controllo sullo stato di salute dei conti pubblici nazionali - in particolare il rispetto dei parametri fissati dal Patto di stabilità e crescita per i rapporti deficit-Pil (3%) e debito-Pil (60%) - e introduce nuove, pesanti sanzioni per chi non rispetterà le regole. Il pacchetto di misure rafforza in primo luogo le azioni preventive e correttive destinate ad assicurare la sostenibilità dei bilanci nazionali, il secondo deve ridurre gli squilibri macroeconomici tra i singoli Paesi e promuovere la competitività. Novità che per l'Italia – sottolinea un’analisi dell’agenzia Ansa – profilano uno scenario caratterizzato da una possibile, lunga serie di manovre pesanti. In base alle nuove regole, i Paesi con un debito superiore al 60% del Pil (l'Italia è al 120%) dovranno rientrare verso la soglia fissata dal Patto di stabilità a un ritmo annuo pari a un ventesimo dell'ammontare della quota del debito eccedente. E se nell'arco di un triennio questa media non sarà stata rispettata, potranno scattare sanzioni pecunarie fino a una multa pari allo 0,2% del Pil. Prima di queste sanzioni la Commissione dovrà tenere conto dei cosiddetti fattori rilevanti, ad esempio il livello di indebitamento del settore privato che, nel caso italiano, è particolarmente basso e al quale il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha spesso fatto riferimento parlando delle condizioni di salute dei conti pubblici nazionali.
“PIETRA MILIARE” . Il commissario europeo per gli affari economici e monetari, Olli Rehn, ha definito come “pietra miliare” il pacchetto di misure adottato dall’Ue, “è stata realizzata la più importante riforma istituzionale nel campo della politica economia della storia dell'Unione ed è stata aperta la strada per ulteriori passi in avanti”. Sviluppi che dovrebbero portare in parallelo alla nascita di un governo economico Ue - in una forma ancora al centro del dibattito istituzionale - e al lancio degli Eurobond.

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