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E dopo quelle dell’Ocse, arrivano anche le stime del Centro Studi di Confindustria che ha rivisto al ribasso le precedenti previsioni sull’andamento del Pil nel 2014 e nel 2015.

Nel dettaglio, l’organo di rappresentanza degli industriali prevede per il 2014 un Pil in calo dello 0,4% , mentre per il 2015 le attese parlano di un Pil in crescita dello 0,5%.

"Il 2014 ce lo siamo giocato" ha commentato il capoeconomista di Confindustria Luca Paolazzi, "l'attenzione è tutta sul 2015: siamo stati più ottimisti di altri prevedendo un +0,5% del Pil, ma è un tutto da conquistare". E questo, nel concreto, significa essenzialmente, si fa sapere da via dell’Astronomia “reagire tempestivamente con misure di rilancio di competitività e investimenti: i risultati arriverebbero rapidamente".

In pratica, "per finanziare una serie d’impegni già previsti" la Legge di Stabilità 2015 come "ipotesi minima" dovrà prevedere risorse per 18,6 miliardi il prossimo anno, 25,7 nel 2016, 30,3 nel 2017. Per il 2015 sono già individuati dai tagli del Dl Irpef 2,7 miliardi, per altri 15,9 "è elevato il rischio di coperture più tradizionali".