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Il vicepresidente della Commissione Ue, Jyrki Katainen © Getty Images

Il Pil dell'Italia è cresciuto nel terzo trimestre dell'anno dello 0,5%. L'aumento del prodotto interno lordo del Paese tocca quindi il +1,8% annuo, superiore alle previsioni dello stesso governo (che si attestavano a un +1,5% sul 2016), in linea con quanto previsto non pochi giorni fa anche dalla Banca d'Italia). «Il sistema italiano si è messo in moto», festeggia il premier Paolo Gentiloni, che aggiunge «questi risultati non possiamo disperderli, non possiamo dilapidarli, ma insistere e accelerare ancora su questa strada». Cala invece l'inflazione a ottobre, diminuita dello 0,2% su base mensile e aumenta dell'1,0% rispetto ad ottobre 2016 (era +1,1% a settembre)

Pil Italia da record, ma l'Ue non ci crede: «Fuori i dati»

Nonostante i dati del Pil italiano a livelli pre-crisi, l'Ue si prepara a un richiamo formale nei confronti del nostro Paese. Da una parte ci sono le voci di una nuova lettera con richiesta di chiarimenti al governo Gentiloni, dall'altrauna dichiarazione esplicita del vicepresidente Ue Jyrki Katainen: «I conti dell’Italia non stano migliorando». «La situazione in Italia non sta migliorando, la sola cosa che posso dire e’ che tutti gli italiani sanno qual e’ la situazione, quanto alle nostre decisioni ne saprete di più la prossima settimana» ha avvertito il falco Katainen. Ma quali sono i dati economici negativi del Belpaese? Per il vicepresidente c'è il rischio di deviazione dell’Italia rispetto agli obiettivi di correzione del bilancio in termini strutturali. Sotto la lente di ingrandimento dell'Unione, c'è legge di bilancio del 2018: la commissione chiederà maggiori impegni formali sul miglioramento dei conti pubblici e ulteriori chiarimenti. 

Katainen: «Rischio deviazione». Il governo: «Diciamo la verità»

«Non rispondo a Katainen», replica il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, «ma rispondo con quanto ho già detto molte volte in passato: con la commissione c’è un rapporto di collaborazione continua, se ci saranno osservazioni sulla legge di Bilancio, ne terremo conto. Ma comunque ripeto che è una buona legge». All’Italia era stato chiesto un aggiustamento strutturale pari allo 0,6% del Pil nel 2018. Il governo ha preso un impegno solo per lo 0,3%, abbassato dalla Commissione allo 0,2%.