Piccoli negozi, il 24% è in perdita e il 20% deve fare tagli al personale

I piccoli negozi annaspano sempre di più. Secondo un’indagine di Confesercenti-Swg, solo il 18% degli imprenditori del commercio pensa che chiuderà l’anno con un bilancio positivo, contro il 34% degli imprenditori degli altri settori. Ben il 24% dei titolari di botteghe di vicinato e negozietti si appresta a chiudere in perdita: il 6% in più della media delle piccole imprese in generale. E, ancora, il 20% sta valutando anche di fare tagli al personale. Solo un misero 5% è ottimista e pensa a nuove assunzioni. Da che cosa dipende questa difficile situazione? Essenzialmente da sfiducia e rallentamento della domanda. Le tasse pesano meno del previsto: sebbene il 22% delle imprese tema l’aumento dell’Iva, “solamente” il 28% imputa la crisi del commercio alle imposte. “Il commercio di vicinato è ancora in uno stato di difficoltà, e scongiurare l’Iva non basta. I negozi sono le luci delle nostre città: non possiamo lasciare che si spengano” ha dichiarato all’Ansa il Presidente di Confesercenti Patrizia De Luise, aggiungendo che “è necessaria un’azione organica, ad ampio spettro, per restituire capacità di spesa alle famiglie e per accompagnare la rete commerciale nella transizione al digitale, creando le condizioni per una leale competizione con il canale web”.