Jean-Claude Juncker e il premier Matteo Renzi © Getty Images

L'Italia è il Paese che ha ricevuto più denaro dal Piano Juncker: sono 29 le iniziative finanziate, tra accordi di finanziamento e progetti infrastrutturali, in poco più di un anno che hanno fatto totalizzare fondi per 1,7 miliardi di euro. Lo dice il rapporto della Commissione europea, riportato sul sito del Mef, contenente gli ultimi dati sul Fondo europeo per gli investimenti strategici (Feis). Considerando l'effetto leva, quindi, gli investimenti attivati potrebbero toccare quota 12 miliardi.

Nel dettaglio, nell'ambito della "Finestra pmi" sono state approvate 21 operazioni per 318 milioni di euro, a beneficio di oltre 44.000 imprese, secondo le attese, mobilitando un totale di oltre 7 miliardi di euro di investimenti. L'intervento si concretizza in accordi di finanziamento, stipulati tra il Fondo Europeo per gli Investimenti (FEI) e le banche, che erogheranno nuovi prestiti alle piccole e medie imprese. Alle 21 intese si aggiungono otto progetti nel ramo "Infrastrutture e innovazione", che hanno ottenuto finanziamenti per 1,4 miliardi di euro, per un investimento totale di 4,8 miliardi di euro. Secondo le stime, questi ultimi attiveranno oltre 3.200 nuovi posti di lavoro. Le iniziative coprono settori diversi: infrastrutture di trasporto e telecomunicazione (strade, ferrovie, banda larga), efficienza energetica con maggior tutela ambientale, innovazione e industria (bioplastica e tecnologie).