Un taglio di circa 130 euro al mese per restare competitivi nei confronti dei Paesi dell’est Europa e mantenere gli investimenti in Italia. È quanto sarebbe stato avanzato dalla Electrolux, società svedese specializzata nella produzione di elettrodomestici, al lavoro con i sindacati per il futuro degli stabilimenti di Susegana, Porcia, Solaro e Forlì. Attraverso una nota, l’azienda ha precisato che la proposta di riduzione di salario non sarebbe del 50% (da 1.400 a 8-900 euro), come annunciato dai sindacati, ma di “una riduzione di tre euro all'ora. In termini di salario netto – si spiega – questo equivale a circa l'8% di riduzione, cioè a meno di 130 euro al mese".
Nel corso dell'incontro a Mestre, prosegue la nota di Electrolux, "è stata anche avanzata l'ipotesi di raffreddare l'effetto inflattivo del costo del lavoro, responsabile del continuo accrescere del gap competitivo con i paesi dell'est Europa, attraverso il congelamento per un triennio degli incrementi del contratto collettivo nazionale di lavoro e degli scatti di anzianità. Ovviamente l'azienda ha dato piena e ovvia apertura a considerare altre forme di riduzione del costo del lavoro con minori o, se possibile, nulle conseguenze sui salari". Nella nota si ribadisce inoltre che "il regime di sei ore assunto come base per tutti i piani industriali è da considerarsi con applicazione della solidarietà, come da accordi sottoscritti e dei quali si auspica il prossimo rinnovo".

FUTURO DI ELECTROLUX IN ITALIA. Stando alle fonti sindacali riportate dal Corriere della Sera, se il piano non dovesse essere accettato, verrebbero bloccati gli investimenti che il gruppo avrebbe intenzione di fare in Italia; investimenti che, sempre secondo fonti sindacali, non sarebbero previsti per Porcia (Pordenone): il costo di produzione delle lavatrici, sommato al costo orario del lavoro complessivo sarebbero tali da non permettere per Porcia una progettazione.

“ORA DA LETTA”. "Ora andremo a parlare della nostra vicenda che è paradigmatica per l'intero Paese con il premier Enrico Letta", annunciano i sindacalisti che hanno incontrato a Mestre il gruppo Electrolux. "Abbiamo atteso invano un confronto con il ministro per lo Sviluppo Flavio Zanonato che non c'è mai stato ora andiamo direttamente da Letta perché Electrolux per sbarcare in Italia ha usato soldi degli italiani ed ora per guardare ad Est utilizza fondi Ue che in parte sono sempre nostri".