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La crisi economica modifica ancora i consumi delle famiglie: 11 milioni di italiani non possono permettersi di mangiare carne e pesce almeno ogni due giorni. Dal 2008 a oggi il numero di chi non riesce a comprare cibi sani per una buona alimentazione è aumentato del 130%. A dirlo è il rapporto Coldiretti-Censis su Gli effetti della crisi: spendo meno, mangio meglio , presentato dal presidente Giuseppe De Rita insieme al numero 1 degli agricoltori Coldiretti Roberto Moncalvo al Forum Internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione di Cernobbio.

PIÙ POVERI. Il rapporto evidenza come negli ultimi due anni 6 italiani su 10 hanno tagliato la spesa alimentare, con un totale di 15,4 milioni di famiglie. Vista la crisi, 12,3 milioni di nuclei familiari hanno ridimensionato gli sprechi nei propri consumi alimentari (48%), mentre 3,1 milioni hanno tagliato i consumi essenziali (12,3%). C’è chi, invece, ha mantenuto i consumi alimentari invariati (36,7%, circa 9,5 milioni di famiglie) e altri che li hanno aumentati (468 mila nuclei, pari a 1,8%).
«L’aspetto più drammatico di questa situazione» spiega Coldiretti in una nota «sono i 4.068.250 di poveri che nel 2013 in Italia sono stati addirittura costretti a chiedere aiuto per mangiare». Tra questi vi sono anche 428.587 bambini sotto i cinque anni e 578.583 anziani oltre i 65 anni.

SPENDIAMO SEMPRE MENO. «Una fotografia drammatica che» prosegue Coldiretti «rappresenta la punta di un iceberg delle difficoltà che incontrano molte famiglie italiane nel momento di fare la spesa».
A queste cifre si aggiungono anche le 303.485 persone che hanno usufruito dei servizi mensa e i 3.764.765 poveri che nel 2013 sono stati aiutati con pacchi alimentari.