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Se un miglioramento c’è stato, non è arrivato agli italiani. Stando infatti all’ultimo sondaggio Ipsos PA realizzato per il Corriere della Sera , quattro italiani su cinque sostengono che nell’ultimo anno le tasse siano aumentate.

E poco importa se, dati Istat alla mano, la pressione fiscale risulta sostanzialmente stabile nel 2014: questo non è il vissuto degli italiani. Solo il 18% degli italiani ha infatti risposto correttamente, definendo stabili le tasse. Solo uno su cento, invece, crede siano diminuite (bontà sua…).

Tra l’altro, la percezione di un aumento della pressione fiscale risulta particolarmente diffusa tra gli aventi diritto al voto e tra le persone meno istruite, operai e casalinghe in primis. Il sondaggio poi chiedeva quali spese gli italiani avrebbero tagliato per poter avere una minore pressione fiscale, fatta eccezione dei costi della politica (la risposta scontata avrebbe falsato l’indagine).

Ebbene, al primo posto spiccano i tagli al pubblico impiego (51%), seguiti dai tagli alle spese per la difesa (31%), alla sanità (16%), alle pensioni (15%), alle infrastrutture e trasporti (11%). Agli ultimi posti, invece, i tagli all’arte e alla cultura (8%), alla scuola (86%), all’ambiente (5%) e alla ricerca scientifica (4%).