Il ritocco alla manovra ha portato una boccata di ossigeno a milioni di pensionati, quelli la cui pensione non supera i 1.402 euro al mese che potranno beneficiare della piena rivalutazione del proprio assegno rispetto all’inflazione. L’emendamento presentato in commissione alla Camera dovrebbe salvare dal blocco dell’indicizzazione circa ¾ dei pensionati Inps (nel 2010 il 78,4% registrata un reddito pensionistico inferiore ai 1.500 euro). La revisione della norma sulla deindicizzazione che porta il blocco della rivalutazione dagli assegni superiori a due volte il minimo (935 euro) a quelli superiori a tre volte (1.402 euro) salva 3,3 milioni di pensionati rispetto alla prima versione (7,5 milioni erano comunque sotto i 1.000 euro e quindi già esclusi dal blocco). Ma l’intervento potrebbe avere addirittura una portata più vasta considerando che la norma si riferisce alla singola pensione mentre il reddito pensionistico potrebbe per il pensionato cumulare più di un assegno. L'aumento del tetto per le pensioni che avranno la rivalutazione piena vale sia per il 2012 che per il 2013.
Un altro intervento disposto dal ministro del Welfare, Elsa Fornero, riguarda le super pensioni: se come previsto la manovra passera indenne al voto del Parlamento, ci sarà un prelievo del 15% sulla parte eccedente le pensioni superiori ai 200.000 euro. Un intervento che non dovrebbe portare molti benefici alle casse dello stato (questi pensionati non superano i 2.500 individui), ma rientra nell’ottica di una maggiore equità sociale.