Matteo Renzi oggi 18 maggio dovrebbe emanare il decreto per sanare la situazione delle pensioni © Getty Images

Il rimborso ci sarà, ma non sarà per tutti. A confermarlo è lo stesso Matteo Renzi: ospite su RaiUno a L’Arena di Massimo Giletti, il premier ha assicurato che «nessun pensionato perderà un centesimo: noi scriveremo una nuova norma rispetto al blocco delle indicizzazioni che restituirà in tasca a 4 milioni di italiani 500 euro a testa». Ci sarebbe anche già una data: i rimborsi scatterebbero dal primo agosto e sarebbero una tantum. «Ovviamente non è un rimborso totale, che sarebbe 18 miliardi. Significherebbe tagliare la scuola, il sociale e le strade», precisa Renzi.

La somma erogata si aggirerebbe, infatti, attorno ai 2 miliardi di euro e andrebbe ad attingere a quei soldi che Renzi aveva «messo da parte per le misure contro la povertà che comunque faremo lo stesso». Non tutti però potranno giovare dei rimborsi: saranno esclusi tutti coloro i cui assegni superano i 3mila euro lordi. Una platea che è stata stimata su 1,2 milioni di unità. Immediata la reazione di opposizione e sindacati.

Tra i primi a commentare le dichiarazioni di Renzi c’è Renato Brunetta: «Se Renzi restituisce solo 2 dei 18 miliardi dovuti, vuol dire che gli altri 16 li toglie dalle tasche dei pensionati. È un imbroglio inaccettabile». Per il leader della Lega Nord Matteo Salvini si tratterebbe addirittura di una «indegna mancetta di agosto: i pensionati italiani non hanno bisogno di elemosine, Renzi deve restituire tutto e subito, non un po' e a rate». Più interlocutoria invece la posizione dei sindacati che da un lato riconoscono il significativo passo avanti, ma al contempo invocano nuove e più consistenti misure: «Bene che si cominci ad affrontare il problema dalle pensioni medio-basse», spiega la segretaria dei pensionati della Cgil (Spi-Cgil) Carla Cantone. «Renzi non se la può cavare solo con un bonus una tantum. Sicuramente è meglio di niente ma la questione aperta non può finire né qui né così. Farebbe bene a confrontarsi con noi per non fare errori».