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Il premier inglese David Cameron

Svezia, Ungheria e Repubblica Ceca hanno aderito all’accordo intergovernativo da affiancare al trattato Ue, per un’unione di bilancio con regole più stringenti. Il Patto che questa mattina sembrava essere a 23 (i 17 Paesi dell’Eurozona più 9) adesso è diventato quindi a 26. Insomma, tutti i Paesi dell’Unione Europea tranne uno: la Gran Bretagna. «Avremmo preferito un cambiamento a 27 ed abbiamo cercato di perseguire questa strada, ma siccome ciò non è stato possibile ne abbiamo dovuto prendere un’altra», ha detto il presidente Ue Herman van Rompuy, confermando che il nuovo trattato sarà pronto «al massimo entro marzo». Soddisfatto dell’impegno che i Paesi dell’Eurozona e altri 9 hanno accettato di prendere anche il presidente della Commissione Ue Josè Manuel Barroso, che ha parlato di impegno «impressionante». Nonostante l’isolamento, non cambia la posizione ufficiale di Cameron, secondo il quale le decisioni del summit Ue «non erano nell’interesse della Gran Bretagna e per questo motivo non sono state accettate». Il Regno Unito, ha ribadito il premier inglese, «non rinuncerà mai alla propria sovranità».

Il nuovo accordo
Non potendo riformare il Trattato di Lisbona si è giunti ad un accordo intergovernativo che prevede il rafforzamento della «disciplina di bilancio» dei 26 Paesi che vi aderiscono. L’accordo prevede uno sforamento strutturale massimo pari allo 0,5% del Pil, un maggiore automatismo delle sanzioni per i Paesi in deficit eccessivo (a meno di un’opposizione a maggioranza qualificata del consiglio). Inoltre, la regola del bilancio in pareggio verrà inserita nelle legislazioni nazionali.