Patrimoniale: solo una tassa del 10% ridurrebbe il debito. Ma è utopistica

Quella della patrimoniale è un’idea che torna ciclicamente alla ribalta. Se ne sta parlando anche ora, dopo che la Commissione Ue ha deciso di ammonire l’Italia per l’infrazione alla regola del debito. Ma a quanto dovrebbe ammontare per essere davvero risolutiva? Hanno provato a calcolarlo gli esperti dell’Osservatorio sui conti pubblici italiani della Cattolica, diretto dall’ex commissario alla spending review Carlo Cottarelli. Considerando che la ricchezza degli italiani è stimata in 9.743 miliardi di euro, secondo gli analisti un’aliquota al 10% potrebbe ridurre il rapporto debito/Pil intorno all’80% e contribuire così in maniera significativa alla stabilità finanziaria. Tuttavia, per quanto più equa rispetto ad altri interventi, la patrimoniale non è così semplice da attuare. Lo dimostra il fatto che ben pochi altri Paesi l’hanno adottata: in Europa, solo la Francia, la Svizzera e la Norvegia. “Un’imposta sull’intero patrimonio è però difficilissima da mettere in atto. Sono più probabili imposte a sorpresa e mirate non all’intero patrimonio, ma ad alcuni cespiti, come fu il caso dell’imposta retroattiva sui depositi e sugli immobili introdotta nel luglio del 1992” spiega l’Osservatorio.

I tre grandi ostacoli alla patrimoniale

Per mettere in atto una patrimoniale bisognerebbe superare tre grandi ostacoli. Il primo? Il 60% della ricchezza è rappresentata da immobili o aziende non quotate: se si imponesse una tassa improvvisa, il loro valore crollerebbe. Il secondo è rappresentato dal fatto che una buona fetta dei patrimoni elevati sono già all’estero o sono detenuti da residenti tramite società estere. Di conseguenza, “la base imponibile che verrebbe individuata sarebbe molto più piccola di quella teorica e riguarderebbe per lo più i patrimoni delle persone meno abbienti e meno istruite, che hanno solitamente più difficoltà a gestire i propri risparmi” spiegano gli esperti. Infine, è probabile che se venisse introdotta la patrimoniale molti capitali verrebbero spostati all’estero.

La patrimoniale piace ai commentatori esteri

Eppure, l’ipotesi patrimoniale non sfuma mai del tutto, specie da parte dei commentatori esteri. Perché? Perché gli italiani sono un popolo di forti risparmiatori e hanno un piccolo tesoretto da parte, pari a 8,4 volte il reddito lordo disponibile, contro le 6,1 volte tedesche. Per molti, dunque, tassare la loro ricchezza potrebbe essere il modo più semplice per affrontare il deficit enorme accumulato dallo Stato. Anche il vicepremier Matteo Salvini, nei giorni scorsi, intervenendo in una trasmissione televisiva, aveva ipotizzato un’imposta sulle cassette di sicurezza, salvo poi ritrattare. Il ministro Tria ha garantito più volte che non ci saranno né la manovra correttiva né il prelievo straordinario “perché avrebbe un impatto distruttivo su crescita e consumi”.