Sul caso Parmalat scende in campo la Cassa depositi e prestiti (Cdp) che, con un decreto già in Gazzetta Ufficiale, ha ora i poteri per investire in società ritenute strategiche al sistema Paese. La Cassa depositi e prestiti potrà infatti “assumere partecipazioni in società di rilevante interesse nazionale in termini di strategicità del settore di operatività, di livelli occupazionali, di entità di fatturato ovvero di ricadute per il sistema economico-produttivo del Paese”.
Il decreto è stato emanato subito dopo il provvedimento varato in sede di consiglio dei ministri che ha autorizzato Giulio Tremonti “a predisporre e attivare strumenti di finanziamento e capitalizzazione, analoghi a quelli in essere in altri Paesi europei, strumenti mirati ad assumere partecipazioni in società di interesse nazionale rilevante in termini di strategicità del settore”. E il riferimento all'estero ricorda molto la francese Caisse des Depots et Consignation che possiede il 51% del Fond Strategique d'Investissement (Fsi), costituito nel 2008 su iniziativa di Nicolas Sarkozy per intervenire a sostegno del capitale delle imprese francesi in caso di scalate straniere.