Il paniere Istat si rinnova per il 2016: escono le cuccette ferroviarie e i vagoni letto, insieme alle spese per gli aerei low cost; tra le new entries, invece, i tatuaggi, i leggings e i servizi integrati Tv-Internet-voce. Queste alcune tra le modifiche apportate allo strumento che, di anno in anno, mentre monitora l’inflazione dipinge le abitudini di consumo degli italiani.

LE CIFRE. Come riporta l’Istat, il paniere 2016 sarà “riempito” con 1.476 prodotti alimentari e non, raggruppati in 901 prodotti e 400 aggregati di prodotto; una quantità in crescita dunque rispetto al 2015, che ne contava 1.441 suddividi in 614 categorie. Quest’anno sono in aumento i prodotti (+0,1723, passando da una quota del 53,55% del 2015 agli attuali 53,75%) che concorrono a delineare l’andamento dell’inflazione, a discapito dei servizi (da 46,45% a 46,28%). Tra i beni, resta sostanzialmente invariato il peso dei prodotti alimentari, mentre aumenta il volume dei cosiddetti beni durevoli fra quelli inseriti nel paniere. Tra le novità di quest’anno, infatti, vi è anche la rilevazione dei prezzi delle auto usate, che va ad integrare quella relativa ai mezzi freschi di concessionaria. Prendendo in esame i servizi, invece, crescono quelli ricreativi e culturali, passando da una percentuale del 17,24% al 17,56%; diminuiscono quelli dedicati ai trasporti, non solo per effetto della fuoriuscita dal paniere di cuccette e aerei low cost, ma anche per la flessione della spesa delle famiglie e per la diminuzione dei prezzi di tale comparto: si passa dal 7,92% all’attuale 7,39%.

ABITUDINI DI CONSUMO. Come sempre il paniere Istat non manca di suscitare interesse non solo per il fondamentale ruolo di rilevazionedei prezzi al consumo, ma anche come termometro delle abitudini di spesa, delle mode e degli interessi dei cittadini, che si esprimono anche e soprattutto attraverso le modalità di acquisto. Anche quest’anno gli indici presi in esame sono il NIC (relativo all’intera comunità nazionale) e il FOI (che prende in esame, invece, le abitudini di consumo di operai e impiegati). Contribuiscono ad arricchire il paniere, come detto, nuovi servizi e beni che sono entrati a far parte del carrello della spesa di tanti italiani negli ultimi tempi: oltre ai tattoo, sempre più diffusi, i panni cattura-polvere, le ecologiche lampadine al led e le spese sostenute per gli alloggi universitari.