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Con questo decreto, difficilmente si dovrà attendere più di 60 giorni per veder saldato un proprio credito. Dal 1° gennaio 2013, infatti, il termine di pagamento tra imprese, e tra Pubblica amministrazione e imprese, sarà fissato a 30 giorni con possibili deroghe a 60 giorni; ma non oltre (a meno che, e questo vale solo per le imprese, non sia stato concordato diversamente e il contratto non sia gravemente iniquo per il creditore).
Il governo, quindi, spinge sull'acceleratore sul fronte dei ritardi nei pagamenti anticipando di oltre due mesi il termine per il recepimento della direttiva europea (la n. 2011/7/Ue), fissato per il 16 marzo 2013. Una decisione approvata nell’ultimo Consiglio dei ministri del 31 ottobre “in considerazione dell'importanza della normativa nonché dell'opportunità peculiare di garantire, in questo momento, le imprese e più specificatamente le piccole e medie imprese”, si sottolinea in una nota di Palazzo Chigi.
“L'Italia è il primo grande Paese europeo a dare attuazione alla direttiva – si legge nella nota del governo che definisce la direttiva una più rigorosa disciplina per contrastare i ritardi di pagamento, in particolare per quanto riguarda le Pubbliche amministrazioni. Sono così assicurati termini certi di pagamento: di norma 30 giorni, che non possono comunque superare i 60, consentiti solo in casi eccezionali. Il decreto – sottolinea il governo – prevede, altresì, una maggiorazione del tasso degli interessi legali moratori, che passa dal 7% all'8% in più rispetto al tasso fissato dalla Bce per le operazioni di rifinanziamento. Per quanto riguarda i rapporti tra imprese, il decreto legislativo dispone un regime rigoroso stabilendo che il termine di pagamento legale sia di trenta giorni e che termini superiori a sessanta giorni possano essere previsti solo in casi particolari e in presenza di obiettive giustificazioni. La disciplina del decreto legislativo si applicherà ai contratti conclusi a partire dal 1 gennaio 2013. Le Pubbliche amministrazioni e le imprese avranno così il tempo per adeguarsi alle nuove norme e per adottare procedure operative e contabili più funzionali a prassi di pagamento rapido”.