Pier Carlo Padoan © ERIC PIERMONT/AFP/Getty Images

La priorità dell’Italia è la crescita, e la crescita può passare solo dall’alleggerimento del cuneo fiscale e dal rafforzamento degli sgravi sul lavoro. È questa in estrema sintesi la posizione del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, così come raccontato nell’intervista rilasciata a Il Sole 24 Ore in edicola oggi. Secondo il ministro il nostro Paese per uscire dalla crisi «dobbiamo aggredire le cause di fondo della debole competitività delle imprese». Al primo punto «c’è la questione dell’eccessivo cuneo fiscale che pesa su salario e costo del lavoro». Secondo Padoan «dobbiamo dare un segnale forte. E – continua il ministro – io credo, sulla base dell’esperienza, che sarebbe utile concentrare tutto l’intervento in una direzione. I casi limite sono: tutto sulle imprese, e quindi Irap e oneri sociali, oppure tutto sui lavoratori, attraverso l’Irpef».

Il 2014, secondo il ministro del Tesoro, deve chiudersi con un taglio complessivo del cuneo fiscale di 10 miliardi di euro. Un taglio importante attuabile solo pensando (e mettendo in pratica) una spending review più massiccia rispetto a quella (di soli 3 miliardi di euro) prevista dal precedente governo Letta. Per Padoan «5 miliardi su base annua è una cifra non irragionevole».

Ai tagli della spesa andranno poi aggiunte nuove entrate da ottenere attraverso misure transitorie come «le risorse del rientro di capitali». Sul fronte della possibile tassazione delle rendite finanziarie, Padoan sottolinea che «va fatta un’analisi accurata dei costi e dei benefici» e per questo «ci riserviamo un approfondimento molto serio per decidere se intervenire, dobbiamo essere prudenti».