Pier Carlo Padoan © Palazzo Chigi

Inversione di marcia per l’economia italiana che, dopo tre anni di recessione, riprende a crescere registrando un +0,8% nel primo trimestre 2016. «Dell’Italia si è parlato poco e questo è un buon segno. E quando se n’è parlato è stato per indicarla come esempio virtuoso che usa al meglio i suoi strumenti», ha commentato il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, a margine dell'International Monetary and Financial Committee, l'organo più rappresentativo del Fondo Monetario Internazionale, dove Padoan ha illustrato i dati registrati dall’economia italiana nei primi tre mesi dell’anno.

OCCUPAZIONE IN RIALZO. Ma non è solo il 2016 a dettare il passo di una – pur lenta – ripresa. Padoan ha infatti sottolineato anche la buona performance del 2015, quando l'attivo commerciale italiano è passato dai 41,9 miliardi del 2014 a quota 45,2 miliardi. A sua volta è ripresa anche l’occupazione, che registra un +0,8%. Al contempo il tasso di disoccupazione è sceso dal 12,7% del 2014 all’11,9% del 2015.

STOP RINCARI IVA. Da qui, la volontà da parte del governo di non far scattare gli aumenti Iva nel 2017. «È intenzione del governo sostituire gli aumenti dell'Iva previsti nelle clausole di salvaguardia con misure alternative. I risparmi arriveranno da un ulteriore giro di spending review, dalla riduzione delle agevolazioni fiscali e attraverso misure che ridurranno il gap fiscale», conferma Padoan.