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Totale appoggio da parte di Pier Carlo Padoan. Durante il convegno Meno tasse, meno spesa organizzato a Roma dalla ConfCommercio, il ministro dell’Economia sostiene in toto la politica sulle tasse di Matteo Renzi: «Se non avessi condiviso queste misure prima dell'annuncio del presidente del Consiglio, sarei qui oggi ma svolgendo un altro mestiere». Per Padoan il piano di Renzi «non è un annuncio estemporaneo, ma una precisa strategia del governo: il taglio delle tasse è efficace per la crescita nella misura in cui è credibile, ed è credibile nella misura in cui è permanente, ed è permanente se è supportato da tagli alla spesa».

Il ministro ha poi precisato che la strategia di Renzi non si esaurisce certo con i tagli, che saranno invece accompagnato dal sostegno agli investimenti, dalla prosecuzione delle riforme strutturali e dal consolidamento della finanza e del debito pubblico. «Ridurre le tasse non è alternativo al rafforzamento della lotta all’evasione: sono due cose complementari, bisogna perseguirle entrambe», ha aggiunto Padoan. Stando a quanto annunciato, il piano di Renzi prevederebbe prima la eliminazione della tassa sulla prima casa, poi quella sull’Imu agricola e sui macchinari “imbullonati” a partire dal 2016. Dopodiché nel 2017 si prevederebbero interventi su Ires e Irap seguiti, nel 2018, da misure su scaglioni Irpef e pensioni. «Una componente della strategia di riduzione delle tasse deve toccare anche quelle sulla casa, perché la domanda interna deve essere stimolata», spiega Padoan.

A dare man forte a Padoan è poi intervenuto il commissario alla spending review Yoram Gutgeld spiegando che il piano abbraccerà 15 settori, tra cui gli acquisti centralizzati, la sanità, la giustizia e le forze dell’ordine. Ufficialmente sarà presentato a ottobre, all’interno della Legge di Stabilità, ma la sua stesura sta già coinvolgendo un centinaio di esperti con l’obiettivo di guadagnare efficienza. «Tolti gli interessi e le pensioni, la spesa italiana è già tra le più basse d’Europa», spiega Gutgeld, «la nostra macchina statale costa 350 miliardi di euro, quella francese 650. E la riduzione è nei fatti: nel 2015 la spesa per acquisti e gli stipendi scenderà di 4-5 miliardi, mai successo in Europa».