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«Rispetteremo i vincoli del deficit al 2,6%». Si sbilancia così il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan all'ingresso dell'Ecofin in corso oggi a Milano: «La Bce ammette che il quadro macroeconomico è molto peggiore di sei mesi fa e c'è l'ovvia implicazione per i conti pubblici»
E mentre Parigi chiede il rientro del rapporto deficit/pil sotto il 3% entro il 2017 - «Parigi è Parigi», l'unico commento - Padoan rassicura anche sull'accordo con la Germania: «Il patto per la crescita è una proposta di tutti, è già sul tappeto, si fonda su riforme strutturali, mercato interno e finanza per la crescita".

Rassicurazioni sono giunte anche dal Presidente del consiglio, Matteo Renzi, che in un tweet di questa mattina ha scritto: «Noi rispettiamo il 3%. Siamo tra i pochi a farlo. Dall’Europa dunque non ci aspettiamo lezioni, ma i 300 miliardi di investimenti».

DRAGHI

Ieri sera, alla cena di gala che ha preceduto la riunione, ha parlato Mario Draghi: «Non c’è nessuno stimolo monetario (e di fatto nessuno stimolo fiscale) che tenga se non affiancato dalle giuste politiche strutturali», ha sottolineato il numero 1 della Bce.

«Se non riusciremo a rilanciare gli investimenti, indeboliremo l’economia nel breve termine e ne compromettiamo le prospettive di lungo periodo»: sarebbero diminuiti infatti del 20%. Nel 1992 erano calati "solo" del 15% durante la recessione. «Un deciso incremento degli investimenti è essenziale per portare l’inflazione dove vorremo vederla (2%, ndr)», il monito del governatore, «per far ripartire l’economia e per ridurre la disoccupazione».

Oggi, al termine della riunione dell'Eurogruppo, Draghi è tornato a ribadire la "necessità di far tornare gli investimenti" spiegando che, affinché questo avvenga, "servono riforme strutturali più ambiziose. I Paesi dovranno affrontare le raccomandazioni specifiche in maniera determinata". E questo perché "l'effetto delle politiche monetarie è maggiore se è stato preparato il terreno per riforme strutturali adeguate, piuttosto che in assenza di riforme". Non a caso, ha concluso il presidente Bce "si parla di dividendi delle riforme".

EUROGRUPPO

In un comunicato diffuso al termine, l'Eurogruppo chiarisce che l'incontro di oggi è servito a definire “principi comuni su come raggiungere l'obiettivo” di ridurre in maniera effettiva il carico fiscale sul lavoro che, si sottolinea è "una chiara priorità politica". Esplicito il presidente Jeroen Dijsselbloem secondo cui «ridurre il cuneo fiscale è una delle principali riforme che renderà le nostre economie più competitive".