Pier Carlo Padoan © Palazzo Chigi

Rilancio dell’occupazione e crescita economia, non senza continuare sulla strada del risanamento. È questa la strada tracciata dal ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan che, in occasione di un forum con la redazione su Il Sole 24 Ore, ha spiegato gli obiettivi e i dettagli della legge di stabilità per il 2016. Rispondendo alle domande del quotidiano economico il ministro assicura un taglio delle tasse per il 2016. “Con questa manovra la pressione fiscale scenderà dal 44,2% ora previsto nei tendenziali al 42,4%. Quasi due punti in meno”. Sulla possibilità che il prossimo anno l’Iva possa aumentare il ministro non lo esclude categoricamente, ma afferma: “È assolutamente prematuro pensarlo, abbiamo margini dalla crescita e dalla spending review”.

TASSE SU LAVORO E IMPRESE. Il ministro, che sottolinea l’impegno categorico” del governo per un aumento dell’occupazione, interviene anche sulla scelta di eliminare le tasse sulla prima casa anziché quelle su lavoro e imprese. “A parità di altre condizioni”, spiega Padoan, “ho sempre detto che tagliare le tasse su lavoro e imprese ha più impatto di crescita rispetto al taglio delle tasse sulla casa. Ma la politica del governo va considerata come una storia pluriennale e in questo arco di tempo si è deciso di ridurre anche le tasse sulla casa. Anche perché questa stabilità non taglia solo le tasse sulla casa. Bisogna poi tener conto delle specificità del caso italiano, di un'economia che sta uscendo dalla crisi dove un taglio delle tasse sulla casa produce un duplice impatto: uno face value , ovvero quanti soldi ti restituisco e un impatto sulla fiducia, che nel caso delle famiglie e delle imprese è un importante componente delle decisioni di spesa”.

PIANO INTERVENTI PER IL SUD. Nel corso del forum (nel box a sinistra il link all’intervista de Il Sole 24 Ore ), il ministro dell’Economia interviene anche sugli investimenti, in particolare per il sud Italia. “Non ci vogliono politiche speciali, ma bisogna anche dire che al Sud i problemi ci sono tutti e sono aggravati almeno di un ordine di grandezza. Per questo stiamo cercando di identificare strutture di missione che si preoccupino di implementare in modo particolare nel Mezzogiorno riforme nazionali fondamentali come quella della pubblica amministrazione, della giustizia civile, della scuola”.

LIMITE AI CONTANTI. Sulla scelta di portare l’utilizzo del contante da 1000 a 3000 euro, Padoan spiega: “Dopo aver esaminato meglio la questione, l'evidenza mi dice adesso che non c'è una correlazione tra il limite al contante e la dimensione dell'economia sommersa. Il limite al contante più flessibile produce anche dei benefici in un'economia all'interno della quale il sistema dei pagamenti elettronici è meno diffuso rispetto ad altri Paesi, ad esempio la Francia. Trovo che la discussione che si fa in questi giorni sul limite all'uso del contante è sproporzionata rispetto all'impatto della misura”.