Spendere sei miliardi di euro di soldi pubblici, per una volta, può diventare un investimento per ammodernare il Paese: servizi a distanza, digitalizzazione di tributi e altre scadenze, ma anche interventi per rendere sicuri dagli attacchi informatici i nostri ospedali, ministeri, infrastrutture critiche. Sono questi i contenuti del piano triennale della spesa pubblica informatica (2017-2020) approvato dal premier Paolo Gentiloni. Il messaggio? Basta sprechi, ora si deve investire in innovazione.

INVESTIRE IN INNOVAZIONE: ECCO COME FARE

A redigere il programma è stata l'Agenzia per l'Italia digitale in collaborazione dal commissario all'Agenda Digitale Diego Piacentini per risolvere un annoso problema di dispersione delle risorse denunciato da una commissione d'inchiesta guidata da Paolo Coppola (PD), che ammette: «Nella maggior parte dei casi i responsabili degli acquisti pubblici hanno competenze digitali scarse e quindi comprano servizi di cattiva qualità e/o a prezzi troppo alti, dai propri fornitori». L'alternativa, dunque, è spendere meno o spendere meglio seguendo le indicazioni di Piacentini.

«Finora le amministrazioni hanno speso in autonomia. Il nostro piano coordina per la prima volta questa materia, che oggi vale circa 6 miliardi di euro l'anno», dice Simone Piunno, responsabile del piano presso il Team Digital di Piacentini. «Ossia i 5 miliardi di euro che di solito la PA spende in informatica, più gli 800 milioni di euro annui che vengono dal piano Crescita Digitale concordato con la Commissione europea».

«Fra tre anni tutte le nostre amministrazioni funzioneranno condividendo i dati pubblici di cui sono in possesso. Così potranno conoscere meglio le esigenze dei propri cittadini e ridurre le richieste della burocrazia alle aziende», aggiunge Piunno. «Convinceremo gli enti a spendere in questo modo accompagnandoli con team di supporto tecnico e una costante collaborazione. Lo stesso piano, per la prima volta in Italia, sarà pubblicato su internet aperto ai commenti di tutte le amministrazioni, che così potranno contribuire al suo aggiornamento».