La Pa salda le fatture con un ritardo medio compreso fra 27 e 59 giorni

Dovrebbe dare il buon esempio. E, invece, la pubblica amministrazione (o Pa) è la prima ad accumulare debiti e a non saldare le fatture nei tempi previsti, costringendo le imprese fornitrici a mesi di attesa prima di incassare. Secondo la fotografia scattata da Banca Ifis sui dati Istat, nel 2017 gli uffici della Pa hanno accumulato 31 miliardi di debiti in ritardo, su un totale di 58 miliardi di debiti commerciali. Un tesoretto che potrebbe costare caro ad alcune delle aziende clienti. Eppure, la situazione è migliorata rispetto all’anno precedente. Nel 2016, infatti, la cifra era di 33 miliardi. Anche i tempi di pagamento sono in calo. Nel 2016, a non rispettare i vincoli di 30/60 giorni imposti dalla legge era stato il 70% degli enti pubblici, nel 2017 invece i “ritardatari” sono scesi di otto punti percentuali, arrivando al 62%.

 

Le Pa con ritardi maggiori sono i ministeri

Fra gli uffici della Pa, quelli che tendono ad accumulare più debiti sono i ministeri: nel 2017 ha pagato in ritardo il 93% di loro, contro l’86% del 2016. Sono migliorati, invece, Asl, Comuni e Province. Tuttavia, in alcuni Comuni e Province si riscontrano situazioni gravi, con picchi rispettivamente oltre i 300 e i 540 giorni. Mediamente, comunque, i ritardi rientrano fra i 27 e i 59 giorni. Il risultato? Le aziende fornitrici della Pa incassano 30 giorni più tardi rispetto a quelle dello stesso settore che però lavorano con il comparto privato.