Luce in fondo al tunnel? Confindustria è ottimista per una ripresa economica superiore alle aspettative

Si inizia a intravedere la luce alla fine del tunnel. Stando al rapporto del Centro studi Confindustria, il 2015 potrebbe essere l’anno traghetterà l’Italia verso la ripresa. “Per l'economia italiana il 2015 si sta sempre più annunciando come l'anno spartiacque”, si legge nel testo, “perché termina la lunga e profonda recessione iniziata nel 2008 e tornano le variazioni positive per Pil e occupazione. Che probabilmente si riveleranno molto superiori alle previsioni correnti, anche a quelle più recenti”.

IL PERCHÉ DEL CAMBIO DI MARCIA. Il cambio di marcia sarebbe dettato da una serie di fattori tutti esterni ma che, combinati tra loro, rappresentano un vero e proprio trampolino di lancio per la crescita. In primis, c’è il calo del prezzo del petrolio che si combina, virtuosamente, con la svalutazione dell’euro. Decisiva anche la diminuzione dei tassi di interesse a lungo termine, legate alle misure del QE della Bce. Non solo. Secondo Confindustria i loro effetti benefici non sarebbero passeggeri, ma resterebbero “sostanziosi anche una volta “fatta la tara” al loro pieno concretizzarsi per tener conto delle difficoltà del contesto di grave crisi”.

I NUMERI. L’effetto è stato così stimato: il Pil crescerebbe del +2,1% nel 2015, per poi aumentare ancora del +2,5% nel 2016, mentre dal punto di vista della produzione industriale a gennaio si stima una crescita del +0,3%, per un primo trimestre 2015 a quota +0,5%. Bisognerà invece aspettare per avere un’inversione di tendenza anche sul fronte della occupazione, che a novembre 2014 era calata di 48 mila unità. “Potrebbe riflettere il fatto che le imprese abbiano rinviato le assunzioni al 2015, in vista dei cambiamenti normativi in atto e dei benefici contributivi appena introdotti”, spiega Confindustria nel proprio report. “Se questa fosse la spiegazione, allora è prevedibile un'ulteriore flessione a dicembre, seguita da un rimbalzo nei primi mesi del 2015”.