L'Italia cresce poco? Colpa (anche dell'Europa). Non siamo noi lagnosi italiani a dirlo, ma l'Ocse aggornando le sue previsioni sulla crescita italiana che nel 2017 rimarrà all'1%, secondo le attese, ma calerà allo 0,8% l'anno prossimo. Il Belpaese sarà così l'ultimo in questo dato tra i Paesi monitorati.

CRESCITA ITALIANA E LEGACCI EUROPEI

Tutta colpa, o quasi, della correzione sui conti pubblici chiesta da Bruxelles che frenerà dell'1% l'aumento del Pil. Dovrà essere bravo il ministro Pier Carlo Padoan ad abbassare le richieste Ue per migliorare la crescita. L'economia tricolore, infatti, «l'economia sta funzionando ben al di sotto del suo potenziale e la ripresa resta fragile», scrive l'Ocse, preoccupata dalle nuove tasse sui consumi «anche se il governo ha recentemente segnalato che intende attuare un aggiustamento fiscale dello 0,3%». Per l'ente parigino, invece, la ricetta dello sviluppo è «dare la priorità agli investimenti pubblici in infrastrutture, a programmi di ricerca e alla lotta alla povertà e al proseguimento delle riforme strutturali». che accelererebbero la ripresa e alzerebbero l'output potenziale, oltre a rendere la crescita più inclusiva e a ridurre il rapporto debito/Pil, che intanto si è "stabilizzato".

L'Organizzazione prevede un deficit/Pil al 2,1% quest'anno e all'1,4% il prossimo e un debito pubblico in calo al 131,8% nel 2017 e al 130,6% nel 2018, dopo il 132,5% toccato nel 2016. Il tasso di disoccupazione è atteso in leggera flessione all'11,5% quest'anno e all'11,2% il prossimo, ma frenerà la ripresa dell'occupazione. Il risultato? Una nuova frenata dei consumi che si assesteranno tra +0,7% e +0,4% dopo il +1,3% nel 2016.